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Architettura e storia dell'Università di Pavia

Architettura e storia dell’Università di Pavia

L’imperatore Lotario, nell’ambito di un programma di riordinamento dell’istruzione nel Regnum Italicum, istituì a Pavia una scuola di diritto che doveva provvedere alla formazione dei notai e dei giudici palatini dell’Italia settentrionale. Tuttavia fu solo nel 1361 che Galeazzo II Visconti, grande erudito e amico di Petrarca, sollecitò la nascita dello Studium generale utriusque iuris. Nel 1389 papa Bonifacio IX accordò allo studium pavese gli stessi benefici di cui godevano altri importanti atenei europei, e da quel momento in poi l’Università si affermò progressivamente come prestigioso centro di insegnamento. La sede, un complesso sorto intorno a un nucleo quattrocentesco e ampliato successivamente su progetto del Piermarini, è argomento del brano tratto dalla Guida Rossa Lombardia del Touring Club Italiano.

L'Università, allineata con tre ingressi a timpano lungo la Strada Nuova e contigua all'ex Ospedale, è un'articolata costruzione di carattere sette-ottocentesco cresciuta da un nucleo (corrispondente ai due cortili settentrionali) che fu iniziato nel 1485 a seguito del diploma imperiale concedente allo Studium pavese il titolo di Universitas; si ritiene che questo primitivo nucleo avesse caratteristiche analoghe a quelle del coevo vicino Ospedale.

Altre risorse

Sotto Maria Teresa d'Austria, Giuseppe Piermarini disegnò i cortili, impostandoli su un doppio ordine di archi a sesto ribassato poggianti su coppie di colonne, e progettò il grande frontone, sovrastato da timpano, che immette nella corte principale. Elementi che verranno ripetuti nei successivi ampliamenti, progettati per lo più da Leopold Pollack e motivati dall'esigenza di dotare l'Ateneo di attrezzature consone all'indirizzo prevalente, di tipo scientifico (medico e naturalistico in particolare). Nel 1772 venne costruita la Biblioteca (nella corte centrale, preceduta dallo Scalone d'Onore); nel 1775 è la volta del Teatro anatomico (accesso dal terzo cortile), completato nel 1787 e destinato ad accogliere il Seminario generale; il Teatro fisico fu inaugurato nel 1786, l'Aula Magna (ora Foscoliana) due anni dopo, il laboratorio chimico nel 1806. Nel 1816, sull'area di un convento soppresso, viene realizzata una parte del quarto cortile, completato, insieme al quinto, verso la metà del secolo.

Dall'ingresso principale si entra nel cortile centrale, ove, sotto le arcate del porticato, sono quattro statue in marmo del chirurgo Luigi Porta, dell'anatomico Bartolomeo Panizza – entrambe di Alessandro Martegani – del matematico Antonio Bordoni (Antonio Tantardini) e del biologo Camillo Golgi (Alfonso Marabelli). A sinistra si apre il secondo cortile, l'antico Giuridico, col Monumento ad Alessandro Volta, rappresentato in toga e con il modello della pila in mano, del Tantardini (1878); sotto il porticato retrostante, lastre tombali figurate e monumenti di insegnanti dei secoli XV e XVI (Baldo degli Ubaldi, Giason del Maino, Cristoforo Bottigella, Bernardino Corti, Andrea Alciato) qui riuniti dalle chiese soppresse all'epoca di Giuseppe II: parecchi rappresentano i professori in cattedra e gli studenti in ascolto e sono molto interessanti per la storia del costume universitario. Nel centro del terzo cortile (l'antico Medico), Monumento agli Studenti caduti nella guerra 1915-18 del Marabelli; nell'atrio dell'ingresso e sotto il portico sud, lapidi ai caduti nelle guerre del Risorgimento e nell'ultimo conflitto; da qui si accede al Teatro anatomico (ora Aula Scarpa), fatto costruire da Antonio Scarpa a fine secolo XVIII su disegno di Leopold Pollack, con la cupola e le pareti decorate di eleganti affreschi attribuiti alla scuola di Andrea Appiani (i busti marmorei nelle nicchie raffigurano lo Scarpa e gli anatomici pavesi che gli succedettero). All'angolo nord-ovest del portico è l'entrata al Museo per la storia dell'Università, che occupa quella che un tempo era la sede della Facoltà di Medicina e che offre un ampio panorama della storia dell'Ateneo; le cinque vaste sale, tre con scaffali settecenteschi il cui disegno è attribuito allo Scarpa, ospitano una ricchissima collezione di preparati anatomici di valore storico (la testa dello Scarpa è conservata in alcol), strumenti di ricerca e di didattica e apparecchi costruiti da Alessandro Volta e dai successori (Sala di fisica), inoltre manoscritti e memorie dei grandi maestri dell'Ateneo; il documento più antico è lo Statuto del Collegio dei Giuristi del 1395.

A destra del cortile centrale si passa nel quarto e nel quinto cortile (numerose iscrizioni antiche di provenienza locale o da Roma, pietre tombali, frammenti architettonici, tra i quali alcuni resti dell'antico monastero del Leano che qui sorgeva), ov'è il Monumento a Lotario, con la statua della Legge (1925), e un miliario romano sormontato dalla croce. Il grande Scalone d'Onore conduce dal cortile centrale e dal secondo al piano superiore, ove si trovano la Biblioteca dell'Università e il solenne Teatro fisico, costruito per Volta (1786). Percorrendo i loggiati tra il secondo e terzo cortile si possono notare alcune tracce di architettura tardogotica in cotto appartenente al primo edificio dell'Università. L'Aula Magna, fatta erigere da Maria Teresa nel 1788, è stata ripristinata nel 1927 in occasione del centenario della morte di Ugo Foscolo, che in essa lesse nel 1809 la celebre orazione Dell'origine e dell'ufficio della letteratura e fu perciò denominata Aula foscoliana: due bei Ritratti di Maria Teresa e di Giuseppe II di Hubert Maurer.

Guida d’Italia. Lombardia, Touring Club Italiano, Milano 1999.

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Università degli Studi di Pavia; Pollack, Leopold; Piermarini, Giuseppe; Pavia

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