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Piazza Anfiteatro a Lucca

Piazza Anfiteatro a Lucca

Lucca, già insediamento etrusco nel VII-VI secolo a.C., divenne in età romana una fiorente colonia e successivamente un importante municipium, scelto da Cesare, Pompeo e Crasso come luogo d’incontro per rinnovare il primo triumvirato nel 56 a.C. Tracce dell’insediamento romano sono evidenti nell’impianto urbanistico della città e sono tuttora visibili nei resti della prima cerchia di mura, nella piazza di San Michele in cui originariamente si trovava il Foro, e soprattutto nell’area dell’antico anfiteatro, ex piazza Mercato, oggi ribattezzata piazza Anfiteatro. Le vicissitudini storico-architettoniche dell’antico anfiteatro sono ripercorse nel seguente brano, tratto dalla Guida Rossa Toscana del Touring Club Italiano.

Subito si prende a costeggiare l'antico sito dell'anfiteatro romano, del II secolo d.C., del quale è ben leggibile, facendone il giro per la via dell'Anfiteatro, l'originaria planimetria e parte dell'anello, che conserva tratti riaffiorati dei due ordini di 54 arcate su pilastri che reggevano la cavea, capace di diecimila spettatori. Per una delle quattro arcate si entra nella piazza già del Mercato, eccezionale spazio ellittico esito della rielaborazione funzionale del manufatto antico del quale si è conservata nei secoli la forma pur trasformandone completamente l'assetto edilizio. L'involucro antico, abbandonato già nel VI secolo e utilizzato in età longobarda come luogo di adunanze, venne infatti “riempito” nel Medioevo di case a schiera che si adattarono allo stretto modulo romano, con abitazioni monofamiliari su più piani, ciascuna compresa entro una campata; nel Cinquecento vi trovarono posto anche una prigione e il magazzino del sale. All'interno lo spazio, interrato di circa 3 metri, venne frazionato in orti e, più tardi, occupato da varie costruzioni. Nel 1830 Lorenzo Nottolini, incaricato da Carlo Lodovico, progettò la sistemazione urbanistica dell'area, che fu liberata e regolarizzata in forma di piazza destinata al mercato alimentare, in seguito rimosso, senza modificare le residenze all'intorno. La serrata e mossa cortina edilizia, inalterata nella scansione modulare, cinge oggi uno scenografico “vuoto”, che vuole riqualificarsi come spazio pubblico, animato da luoghi di ritrovo e negozi a conferma di una centralità urbana non smarrita nei secoli.

Altre risorse

Guida d’Italia. Toscana, Touring Club Italiano, Milano 1997.

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