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L’area del Parco si estende su una sorta di triangolo che ha per vertici Livorno, Viareggio e il monte Quiesa, tra selve litoranee di lecci e pini marittimi, torbiere e ampie paludi interne caratterizzate da particolari acquitrini detti “lame”. È proprio nelle zone umide che si trovano le specie faunistiche più rare: il falco pescatore, il tarabuso, il cavaliere d’Italia. Tra le specie vegetali più preziose si segnala invece la periploca, una liana ormai quasi scomparsa altrove. Il lago di Massaciuccoli, la tenuta di San Rossore e la macchia di Migliarino, punti di forza di questo splendido parco, sono descritti nel brano che segue, tratto dal volume Parchi e aree naturali protette d’Italia del Touring Club Italiano.
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Altre risorse |
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Pur essendo al centro di un'area costiera in via di progressiva urbanizzazione (basti pensare alla vicina Versilia e alle sue strutture turistiche), questo Parco è riuscito a tutelare alcuni ambiti che sono il residuo del diversificato patrimonio naturalistico del litorale alto tirrenico e della piana dell'Arno: la zona umida del lago di Massaciuccoli, la macchia di Migliarino, l'ex tenuta presidenziale di San Rossore e, oltre l'Arno, le altre due tenute di Tombolo e di Coltano.
Il lago di Massaciuccoli è il residuo di una laguna deltizia formata dal Serchio e segregata poi dalle stesse alluvioni del fiume. Profondo non più di due metri, ospita un patrimonio naturalistico di tutto rilievo, nonostante le sue precarie condizioni ecologiche dovute all'inquinamento. Nei lembi a sfagno crescono rarità come la felce florida (Osmunda regalis, che raggiunge anche i 2 m d'altezza), l'ibisco di palude (Hibiscus palustris) e la carnivora Drosera rotundi folla. A Torre del Lago, centro sulla sponda occidentale, abitò a lungo Giacomo Puccini.
Con una superficie di 4800 ettari, la Tenuta di San Rossore costituisce il cuore del Parco, non solo per la posizione geografica, ma anche per la ricchezza degli habitat e per la suggestione dei paesaggi. Qui, dove gli ecosistemi litoranei si presentano ancora conservati, la vegetazione, disposta in fasce parallele alla linea di costa, ha il compito di consolidare le dune soggette all'erosione e di proteggere le retrostanti pinete dai venti marini. A pochi metri dalla battigia sono presenti piante pioniere come il convolvolo delle sabbie, cui fanno seguito lo sparto pungente ed endemismi come il fiordaliso grigio (Centaurea subciliata) e la verga d'oro delle sabbie (Solidago litoralis). Fra le specie di uccelli che nidificano nell'ambiente dunale si segnalano l'ormai raro occhione e la calandrella.
Il manto forestale delle tenute è in prevalenza di due tipi: di latifoglie, con boschi misti mesofili di farnia, frassino ossifilo, olmo, ontano nero (con l'aggiunta di lembi di sclerofille di leccio); di conifere, con popolamenti di pino domestico e pino marittimo. A Nord della foce dell'Arno, si trovano le cosiddette 'Lame', un'area di circa 400 ettari soggetta ad allagamenti stagionali, punto di raccolta nella stagione invernale per migliaia di uccelli acquatici, principalmente anatre e trampolieri, ma anche limicoli di prateria come chiurlo, pavoncella e piviere dorato, e limicoli migratori come piovanello e piovanello tridattilo. Nelle aree palustri sono naturalmente numerosi gli anfibi e i rettili, tra i quali il rospo smeraldino, la biscia dal collare e la natrice tessellata.
Una felce regale. Vi è ancora chi ricorda l'uso che in passato si faceva delle fronde secche della felce florida (Osmunda regalis): a scopo curativo, si imbottivano i materassi dei bambini rachitici e reumatici. Oggi di questa grande felce dal portamento superbo, che in pieno sviluppo può superare 12 m di altezza, si utilizzano ancora in erboristeria i grossi rizomi dalle proprietà astringenti e diuretiche. Il naturalista, però, intimidito dalla regalità dell'incontro, non la sottrae mai al suo ambiente (i boschi umidi planiziali di tutte le regioni italiane occidentali) e anzi la saluta con deferenza in Lombardia, Romagna e Veneto, dove l'incontro costituisce un evento eccezionale.
Parchi e aree naturali protette d’Italia, Touring Club Italiano, Milano 1999.
Compare in
Vecchiano; Viareggio
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