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Le bellezze naturali e paesaggistiche delle Alpi Orobie sono tutelate da due parchi, uno che si estende sul versante bergamasco della catena (Parco naturale regionale delle Orobie bergamasche) e uno sul versante della Valtellina (Parco naturale regionale delle Orobie valtellinesi). In entrambi i settori la fauna è quella tipica dell’alta montagna (camosci, caprioli, stambecchi, marmotte, ma anche galli cedroni e pernici bianche, entrambe specie davvero rare); maggiore interesse riveste invece la flora, che presenta, soprattutto sul versante bergamasco, ricchissimo di corsi d’acqua, specie endemiche particolarmente preziose, come la viola comollia, la sanguisorba dodecandra, la campanula di Raineri, la linaria bergamasca. Il brano che segue, tratto dal volume Parchi e aree naturali protette d’Italia del Touring Club Italiano, traccia un quadro complessivo di questo sistema di parchi montani forestali della Lombardia.
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Altre risorse |
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Le Alpi Orobie sono ubicate fra il lago di Como e la Valle Camonica. Dividono la Valtellina, a nord, dalle Prealpi bergamasche a sud. Sul versante valtellinese la loro struttura è segnata da valli ripide e selvagge, mentre il versante bergamasco presenta bacini fluviali ampi e articolati, quelli dei fiumi Brembo, Serio, Dezzo e Borlezza. Le montagne, che toccano l'elevazione massima con il Pizzo di Coca (3052 m), sono composte da rocce magmatiche (gneiss, scisti, porfido, verrucano), più abbondanti sul versante nord, e da rocce sedimentarie del Mesozoico (flysch, calcari e dolomie) verso sud, nelle quali l'erosione delle acque ha scavato centinaia di grotte. Sono presenti residui di ghiacciai, mentre numerosi sono i laghetti alpini. Sui massicci calcarei della Presolana (2521 m) e del Pizzo Arera (2512 m) si è conservata una flora alpina interessante e rara, con numerose specie endemiche. La fauna delle Orobie è invece sempre stata oggetto di una caccia spietata, e il bracconaggio dei piccoli uccelli per mezzo di reti e archetti è una pratica comune in molte valli orobiche tant'è che questo è uno degli ostacoli per il concreto avvio del parco bergamasco.
Fra gli ungulati sono presenti in buon numero il camoscio e il capriolo, mentre più raro è il cervo. Esemplari di stambecco e muflone sono stati liberati di recente. I più significativi rappresentanti dell'avifauna sono l'aquila reale, il gallo forcella, il gallo cedrone, la pernice bianca.
Diversi rifugi e una rete di sentieri permettono di compiere nelle Orobie interessanti escursioni. Una delle più classiche è il Sentiero delle Orobie: un trekking di sette giorni che attraversa tutta la testata della Val Seriano, partendo da Valcanale fino a Colere, in Val di Scalve. Storicamente interessante anche il sentiero che si addentra nella valle del Gleno, e che passa nei pressi dei resti della diga il cui crollo, nel 1923, causò la morte di 500 persone.
Campanule lombarde. Inconfondibili per i loro fiori che declinano tutti i toni del blu, le campanule italiane sono parecchie decine di specie, molte delle quali endemiche. Tra le regioni che hanno il privilegio del maggior numero di varietà sul loro territorio vi è la Lombardia, che vanta, tra le altre, la campanula dell'Insubria (Campanula elatinoides) o campanula lanuginosa, che vive esclusivamente tra il lago di Garda e il lago di Como, dal piano a 1900 m. Di colore azzurro è anche la più comune Campanula rotundifolia, molto frequente nei prati e nei pascoli montani e subalpini compresi tra i 900 e i 1800 m di quota. La specie tuttavia può anche essere rinvenuta su substrati rocciosi o nel sottobosco delle pinete. Le sue tipiche corolle a forma di campana sono visibili soprattutto in estate dopo il primo taglio del fieno.
Parchi e aree naturali protette d’Italia, Touring Club Italiano, Milano 1999.
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