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Corleone: storia e architettura

Corleone: storia e architettura

Corleone, a metà strada fra Palermo e Agrigento, sorge in una conca ed è circondata da una corona di rocce calcaree. Particolarmente suggestive appaiono le “rocche gemelle”: Castel Soprano, a est del centro abitato, su cui svetta la torre saracena, e Castello Sottano, al centro del paese. Il brano qui presentato, tratto dalla Guida Rossa Sicilia del Touring Club Italiano, narra le principali vicende della cittadina siciliana nel corso dei secoli.

Incerta è l’etimologia del nome, che ha subito varie modificazioni dal più antico “Qurlian”: la forma attuale risale al secolo XVI. Probabilmente esistente in periodo bizantino, Corleone ebbe importanza economico-militare durante l’occupazione musulmana (da qui passava la strada interna di collegamento tra Palermo e Sciacca); tracce di questo periodo rimangono, oltre che nei toponimi, nei ruderi della torre detta “Saracena”. Conquistata intorno al 1080 dai Normanni, nel 1095 fu concessa dal conte Ruggero alla diocesi di Palermo e nel 1176 fu assegnata all’abate di Monreale. Nella prima metà del secolo XIII, nelle zone interne del Corleonese i Musulmani opposero l’estrema resistenza all’imperatore Federico II, che, distrutte le antiche città di Giato ed Entella, ripopolò Corleone con una colonia di Lombardi, guidati da Ottone di Camerana (1237). Durante la rivoluzione del Vespro la città si schierò contro gli Angioini, uccidendone numerosi nel suo territorio. Nel secolo XIV esisteva già la cinte muraria (oggi demolita), che, collegando il castello Soprano al castello Sottano, seguiva a sud il corso del fiume che dalla città prende il nome, mentre a nord lambiva il fianco settentrionale dell’attuale Matrice; all’interno dell’area murata, durante i secoli XIV e XV comincia a strutturarsi l’abitato, a partire dai nuclei più antichi situati nelle immediate vicinanze delle due fortezze.

Altre risorse

L’insediamento degli Agostiniani (1330), lungo l’asse viario urbano di attraversamento in senso est-ovest (attuale via Roma), incrementa lo sviluppo urbano della parte bassa della città: la costruzione della Matrice, a partire dal 1382, contribuisce a strutturare l’area centrale dell’attuale piazza Garibaldi. Nel 1398 Corleone risulta inclusa tra le città appartenenti al Regio Demanio, ma dal 1440 al 1447 viene infeudata a Federico Ventimiglia. Agli inizi del secolo XV (1418) una cospicua frana investe la parte alta della città più vicina al castello Soprano, distruggendo la chiesa di San Giuliano e danneggiando vistosamente il quartiere omonimo; simili movimenti franosi (talvolta aggravati da violente alluvioni), dovuti alla natura argillosa del terreno su cui poggia il costruito e alla presenza di acque sotterranee e affioranti, hanno provocato più volte gravi danni all’interno della città e soprattutto ai margini orientali e meridionali più prossimi al letto del fiume. Tra il secolo XV e il XVI l’abitato si espande oltre la cinta muraria, che ha ormai perduto l’originaria funzione difensiva: in questo periodo, l’inserimento degli ordini religiosi dentro e fuori le mura (Minori Osservanti nel 1446; Domenicani nel 1554; Carmelitani nel 1572) è certamente testimonianza di una certa vitalità dell’economia del centro.

L’impoverimento generale dell’economia e delle risorse dell’isola durante il secolo XVII (dovuto in gran parte alle ingenti tasse e alle richieste di donativi imposte dalla Corona) si riflette in modo particolarmente grave in Corleone, costretta ben due volte a opporsi con pesanti riscatti alla vendita da parte del re; è un lento processo di decadimento sociale ed economico, che condiziona pesantemente la storia della città fino ai tempi recenti. Tra il secolo XVIII e XIX si va formando la nuova borghesia agraria; sarà questa a conferire alla città l’aspetto che ancora oggi è visibile, malgrado le recenti trasformazioni.

Dopo la massiccia emigrazione, iniziata nella seconda metà del secolo XIX e proseguita quasi ininterrottamente fino al secondo dopoguerra, oggi la ripresa dell’economia cittadina (basata soprattutto sull’agricoltura e in parte sulla zootecnia) è affidata la processo di meccanizzazione del lavoro agricolo e al miglioramento della viabilità rurale.

Guida d’Italia. Sicilia, Touring Club Italiano, Milano 1989.

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