Approfondimento Encarta Compare in
Castellammare di Stabia: storia e architettura

Castellammare di Stabia: storia e architettura

Di fondazione probabilmente greca, la città si allarga ad anfiteatro in un’insenatura posta al vertice sudorientale del golfo di Napoli, all’inizio della penisola sorrentina. Fu greca, etrusca, sannitica e romana e poi, alla fine del Settecento, con i Borbone, ebbe un porto che continua a crescere d’importanza nel tempo. La storia dell’antica Stabiae è brevemente narrata nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Napoli e dintorni del Touring Club Italiano.

Le origini di Castellammare si perdono nella leggenda. Fu certo città greca, etrusca, poi sannitica, quindi romana (verso il 340 a.C.) col nome di Stabia o Stabiae. Poche tuttavia sono le notizie storicamente attendibili relative a essa giunteci dall’antichità. Silio Italico ricorda la partecipazione di una trireme della flotta di Marcello carica di giovani stabiani durante una battaglia navale della seconda guerra punica (Puniche, X, IV, 408-409). Essendosi unita alla lega italica nella guerra sociale, la città fu assediata e distrutta da Silla (89 a.C.), secondo la testimonianza di Appiano (De Bello Civili, I, 40-42) e di Plinio il Vecchio (Nat. Hist., III, 9). Quattro lettere di Cicerone (Ad Familiares) sono rivolte all’amico Marco Mario nella sua villa stabiana. Risorta dalla distruzione, subì la sorte di Ercolano e Pompei per l’eruzione vesuviana del 79 d.C. Rinacque e tornò a prosperare grazie alle sue sorgenti minerali. Soffrì dalle invasioni barbariche e nel VI secolo gli abitanti, col loro vescovo San Catello, dovettero rifugiarsi sui monti. Nel IX secolo vi fu eretto il Castrum ad mare de Stabiis, a difesa di una fonte (l’attuale Fontana Grande), dal quale derivò il nome alla città.

Altre risorse

Carlo I d’Angiò la cinse di mura, ampliò il castello e il porto; Roberto vi fece costruire la Casa Sana a ricordo della recuperata salute. La città fu saccheggiata da Raimondo Peralta, comandante delle forze aragonesi (1343), e nel 1382 dagli Ungheri di Luigi I d’Angiò. Giovanna II nel 1420 le accordò molti privilegi e la proclamò “fedelissima” per esservi stata ospitata e soccorsa nella lotta contro Luigi II d’Angiò. Ancora fu saccheggiata durante le lotte fra Giovanna d’Angiò e Ferdinando d’Aragona; nuove rovine subì nella guerra fra Francesi e Spagnoli. Nel 1541 da Carlo V fu data a Ottaviano Farnese come dote della sua figlia naturale Margherita d’Austria; fu di nuovo saccheggiata nel 1542 dal corsaro Dragut, più tardi nel 1654 devastata dal duca di Guisa e nel 1706 dall’arciduca Carlo d’Austria. Nel 1734 ritornò al regio demanio e Carlo di Borbone la predilesse, facendovi iniziare gli scavi dell’antica Stabia e dotandola di una fabbrica di cristalli. Ferdinando IV vi fondò il Cantiere Navale, restaurò il porto e costruì l’acquedotto. Ferdinando II ingrandì il porto e il Cantiere, fece aprire la ferrovia con Napoli e la strada con Sorrento. Dopo il 1860 la città crebbe d’importanza grazie al Cantiere, divenuto uno dei più importanti d’Italia, e al suo sviluppo come centro termale e industriale. La città presenta un aspetto moderno, ordinato e vivace, reso vario e ridente dal bellissimo golfo, dalla vicinanza del Vesuvio e dalla fascia ininterrotta dei colli che la cingono a est, folti di agrumeti e di coltivazioni. Questa zona collinosa precede quella montana, che si eleva a sud, boscosa di querce, castagni e pini fino al monte Faito. Per la sua felice posizione Castellammare gode di un clima tipicamente mediterraneo (temperatura media estiva intorno ai 25°, invernale 10°). È uno dei più importanti centri industriali del Mezzogiorno; oltre al Cantiere Navale dell’Italcantieri, all’AVIS e all’industrie dei Cantieri Metallurgici Italiani, possiede pastifici, fabbriche di conserve alimentari, oleifici, cartiere, fabbriche di calce e cemento, ecc.; inoltre esporta prodotti ortofrutticoli.

Castellammare è patria dei pittori Giuseppe Bonito (1705-1789), Enrico Gaeta (1840-1887), Ettore Tito (1859-1941), dei musicisti Luigi Denza (1846-1922) e Michele Esposito (1855-1929), e dell’attore Raffaele Viviani (1888-1950).

Guida d’Italia. Napoli e dintorni, Touring Club Italiano, Milano 1976.

Compare in

Castellammare di Stabia

© 2008 Microsoft