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Dramma tragico in tre atti, Lucia di Lammermoor fu composta da Gaetano Donizetti tra il maggio e il luglio del 1835 e rappresentata per la prima volta il 26 settembre dello stesso anno al teatro San Carlo di Napoli. Il libretto dell’opera, scritto da Salvatore Cammarano, fu tratto dal romanzo di Walter Scott The Bride of Lammermoor. La scena della follia di Lucia, per soprano di coloratura, è una delle più drammatiche e difficili dell’intero repertorio donizettiano.
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Nel parco intorno al castello di Ravenswood. Avvertito della presenza di un estraneo nel parco del castello, il capo degli armigeri di Ravenswood, Normanno, invia un gruppo di cacciatori a perlustrare i paraggi. Lord Enrico Asthon e Raimondo Bidebent, precettore di Lucia Asthon, sorella di Enrico, si uniscono a Normanno; quest’ultimo è preoccupato dell’aspetto triste di Enrico. Lord Asthon si trova infatti in una situazione drammatica: la sua famiglia è in disgrazia e i suoi nemici prosperano. Solo Lord Arturo Bucklaw potrebbe aiutarlo a risollevarsi, ma sua sorella Lucia si rifiuta di sposarlo. Raimondo ricorda a lord Enrico Asthon che la giovane è ancora addolorata per la recente scomparsa delle madre e che è perciò prematuro parlare di matrimonio. Ma Normanno svela ai due uomini che Lucia ha già un innamorato: uno sconosciuto che ella incontra tutti i giorni nel parco e che Normanno sospetta essere Sir Edgardo di Ravenswood, l’acerrimo nemico di Enrico ritornato di nascosto dall’esilio. Enrico preferirebbe sapere Lucia morta piuttosto che ammettere una simile possibilità. Quando i cacciatori ritornano confermando di avere riconosciuto Edgardo, datosi poi alla fuga, l’ira di Enrico diventa incontenibile.
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Altre risorse |
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All’ingresso del parco. Mentre attende Edgardo, Lucia confida alla dama di compagnia di aver scorto accanto alla fontana un’apparizione spettrale e di esserne rimasta sconvolta. La dama le consiglia di interrompere il legame con Edgardo, sicuramente destinato a portare disgrazie. Lucia non intende però rinunciare al suo amore. Vedendo avvicinarsi Edgardo, Alisa la lascia sola. Edgardo annuncia a Lucia di dover lasciare la Scozia: prima di partire, però, intende chiedere a Enrico la mano della sorella come pegno di pace. Ben sapendo quali sono i sentimenti del fratello verso Edgardo, Lucia lo prega di desistere dal suo intento. Edgardo è indignato: per amore di Lucia è infatti pronto a perdonare Lord Asthon, colpevole di avergli ucciso il padre e sottratto con l’inganno le terre dei Ravenswood; ma, se Enrico persevererà nel suo odio, Edgardo darà seguito al giuramento di vendicare nel sangue la morte del padre. Lucia cerca di placarlo e giura che non sposerà altri che lui. Anche Edgardo giura e i due, scambiandosi un anello, promettono di considerarsi in qualsiasi circostanza come marito e moglie.
Nell’appartamento di Lord Asthon. Enrico, incurante della volontà della sorella, ha preparato tutto per le nozze con Arturo, atteso al castello con parenti e invitati. Normanno gli consegna una lettera rubata a Edgardo: Enrico potrà così convincere Lucia che Edgardo non solo l’ha dimenticata, ma che addirittura scrive lettere d’amore a un’altra donna. Lucia, sconvolta dalla lettera, cessa di opporsi ai progetti del fratello, il quale le spiega che il matrimonio con Arturo salverà la loro famiglia dalla rovina economica e, forse, da gravi persecuzioni politiche. Anche Raimondo suggerisce a Lucia di accettare il matrimonio con Arturo, e le confida di aver cercato inutilmente di avere notizie di Edgardo: questo silenzio è un’ennesima conferma dell’infedeltà di lui, e Lucia può perciò considerarsi sciolta da ogni impegno.
Nella sala addobbata per il matrimonio. Enrico, Arturo, Normanno, Raimondo, insieme ai parenti e agli invitati, attendono Lucia. La sposa entra poco dopo, pallida e affranta, e viene condotta davanti al tavolo per la firma del contratto di nozze. Proprio in quel momento, invano trattenuto dai servi, Edgardo irrompe nella sala. Lucia sviene. Raimondo si getta tra i contendenti e cerca di riportare la calma. Quando Edgardo proclama i suoi diritti su Lucia, Enrico gli mostra il contratto di nozze che la sposa ha appena firmato. Edgardo, furioso, le rende l’anello e le chiede indietro il suo: si offre poi all’ira dei nemici, che lo inseguono fin fuori dalla sala, mentre Lucia viene confortata da Raimondo e Alisa.
Nella sala della torre di Wolferag. Edgardo, solo e malinconico, medita sulla sua triste sorte mentre fuori infuria il temporale. D’un tratto sopraggiunge Enrico che gli annuncia le avvenute nozze di Lucia e gli chiede soddisfazione per l’insulto rivolto alla sorella. Edgardo accetta la sfida di Enrico, ansioso di vendicarsi di colui che gli ha ucciso il padre e che lo ha allontanato dalla donna che ama. I due stabiliscono di incontrarsi all’alba, vicino alle tombe di Ravenswood.
Nel salone del castello di Lammermoor. Mentre gli invitati stanno ancora festeggiando il matrimonio di Arturo e Lucia, Raimondo giunge nel salone e ordina che canti e danze vengano interrotti: la giornata ha avuto un tragico epilogo. Dopo essersi ritirata nelle sue stanze con Arturo, Lucia, sconvolta dagli eventi della mattina, ha infatti ucciso il marito in un improvviso accesso di follia. Essa è ancora fuori di sé: crede di trovarsi davanti all’altare con Edgardo e non riconosce nessuno. Enrico, informato dell’accaduto, entra infuriato contro la sorella; ma si allontana poi, sconvolto e in preda al rimorso, affidando Lucia alle cure di Raimondo e di Alisa. Raimondo pronuncia dure parole di condanna contro Normanno, colpevole di aver causato la tragedia.
Fuori del castello di Wolferag, tra le tombe dei Ravenswood. Edgardo è determinato a lasciarsi uccidere da Enrico: dopo che Lucia ha sposato Arturo non ha più ragioni per vivere. Mentre è assorto nei suoi pensieri, vede passare alcuni abitanti del castello di Lammermoor, in lacrime, e apprende della disgrazia consumatasi al castello. Viene anche a sapere che Lucia , moribonda, invoca di continuo il suo nome. Edgardo si precipita verso il castello, sperando di arrivare in tempo per rivedere un’ultima volta la donna amata, ma viene fermato da Raimondo che gli annuncia la morte di Lucia. Disperato, Edgardo innalza una preghiera all’anima dell’amata e, prima che qualcuno riesca a fermarlo, si uccide trafiggendosi con un pugnale.
Compare in
Donizetti, Gaetano
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