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La fama dello storico latino Cornelio Nepote (99 ca - 24 a.C.) è legata soprattutto alle numerose biografie di eminenti personaggi da lui stilate, raccolte nel De viris illustribus. Pubblicata intorno al 34 a.C., l’opera ricostruiva in 16 libri le vite di generali, poeti, oratori e storici latini e greci: di essa ci sono pervenute 23 biografie di generali (De excellentibus ducibus exterarum gentium) e un frammento della prima parte degli storici latini (con le vite di Catone il Censore e di Attico). Con lo stile asciutto e semplice che contraddistingue la sua scrittura, Cornelio Nepote introduce la vita del grande generale cartaginese Annibale, mettendone in risalto il valore e l’ardimento.
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Annibale, figlio di Amilcare, cartaginese. Se è vero, e nessuno ne dubita, che il popolo romano superò in valore tutti gli altri popoli, non si deve però negare che Annibale di tanto superò in accortezza gli altri comandanti quanto il popolo romano supera in forza tutte le altre genti. Infatti, tutte le volte che si scontrò con esso in Italia, ne uscì sempre vincitore. E se non fosse stato indebolito dal malanimo dei suoi concittadini in patria, avrebbe potuto sconfiggere definitivamente i Romani. Ma la malignità di molti annientò il valore di uno solo. Costui però conservò l’odio contro i Romani, che il padre gli lasciò come eredità, a tal punto che depose prima di quello la vita, visto che egli, pur essendo stato scacciato dalla patria e pur avendo bisogno degli aiuti altrui, non smise mai, nell’animo, di combattere contro i Romani.
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Altre risorse |
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Cornelio Nepote, Vite dei massimi condottieri, traduzione a cura della redazione di Encarta.
Compare in
Cornelio Nepote; Annibale
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