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La tossina prodotta dal botulino (Clostridium botulinum) può essere molto nociva, ma può anche guarire. Infatti, se è vero che, ingerita mediante cibo contaminato, causa paralisi e nei casi più gravi, conduce al decesso, in forma purificata può essere usata come farmaco per controllare fenomeni patologici di contrazioni involontarie della muscolatura. L’articolo è tratto da “FDA Consumer”, pubblicazione del Food and Drugs Administration, agenzia governativa statunitense preposta al controllo delle condizioni igieniche nei processi di produzione e distribuzione alimentare.
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Rispetto alla metà del Novecento, il numero dei decessi da botulismo si è oggi molto ridotto; tuttavia, colpisce ancora dozzine di individui ogni anno, soprattutto bambini. Le spore del Clostridium sono diffuse in tutti gli ambienti: nel suolo, nei sedimenti marini, sulla superficie dei frutti e delle verdure, negli alimenti di origine marina, quali mitili e pesce. Le spore e i batteri sono innocui; la componente dannosa è rappresentata dalla tossina da essi secreta, che può presentarsi in diverse varianti, indicate con lettere dell’alfabeto, da A a G.
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Altre risorse |
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Il composto batterico agisce legandosi a livello delle sinapsi neuro-muscolari, dove cioè le terminazioni dei nervi motori raggiungono le fibre muscolari. Il legame della tossina ha un effetto inibitorio sulla trasmissione degli impulsi nervosi; i muscoli, non ricevendo più lo stimolo a contrarsi, rimangono inerti. Il paziente viene colpito da debolezza, poi da paralisi, che si estende dalla regione cranica verso il basso; la morte sopraggiunge quando la paralisi della muscolatura toracica rende impossibile la ventilazione polmonare e, quindi, determina un blocco respiratorio.
Prima dell’impiego dei polmoni artificiali, macchine che sostituiscono la ventilazione naturale, la paralisi respiratoria costituiva l’inevitabile esito dell’intossicazione da botulino; tra il 1910 e il 1919, ad esempio, la percentuale di mortalità di questa patologia era del 70%; negli anni Ottanta, era scesa al 9% e nel 1993 al 2%.
Le condizioni che favoriscono la maturazione delle spore batteriche e la sintesi della tossina – quali l’assenza di ossigeno, ambienti poco acidi e temperature comprese tra 4,5 e 49°C – possono facilmente verificarsi negli alimenti mal conservati o nei cibi di produzione industriale, come quelli inscatolati senza avere rispettato adeguate misure igieniche. Il botulino trova un ambiente favorevole anche nel tratto intestinale dei bambini, nei quali la flora batterica non è ancora completamente formata, e nei tessuti in cui vi siano ferite profonde.
La tossina botulinica in forma purificata è stata la prima tossina di origine batterica a essere impiegata come farmaco. Nel dicembre 1989 ne fu autorizzato il commercio negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration; con il nome di Oculinum, ha trovato applicazione nel trattamento di due patologie dell’occhio, il blefarospasmo e lo strabismo, in cui si manifestano eccessive contrazioni dei muscoli oculari.
La tossina viene iniettata in piccole dosi nei muscoli interessati; il legame del composto batterico con le terminazioni nervose inibisce il rilascio a livello sinaptico dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore che, propagando l’impulso, determina lo stimolo di contrazione nella fibra muscolare. La tossina agisce solo localmente; gli altri muscoli non vengono pertanto colpiti da paralisi. La somministrazione controllata del farmaco impedisce i fenomeni di contrazione spasmodica, ma consente il mantenimento di una normale motilità muscolare.
In via sperimentale, si è tentato di estendere l’impiego della tossina botulinica anche alle distonie, malattie neurologiche che determinano eccessive tensioni muscolari e posture scorrette, quali il torcicollo, la distonia mandibolare (che produce la contrattura della regione mandibolare), e crampi derivanti dallo svolgimento di attività lavorative in cui alcuni muscoli vengono particolarmente sollecitati. Altre applicazioni potrebbero riguardare la disfonia spasmodica, che determina disturbi del linguaggio, il rilassamento della muscolatura della vescica urinaria e dello sfintere esofageo e il controllo dei tic.
La somministrazione del farmaco avviene mediante iniezioni che devono essere periodicamente ripetute, dato che il loro effetto è temporaneo e persiste per tre-quattro mesi (in alcuni casi, fino a un anno). Ciò può favorire nel paziente la formazione di anticorpi che rendono inefficace il farmaco; la dose impiegata nei trattamenti dovrebbe pertanto restare estremamente bassa. Considerando che la tossina botulinica è uno dei composti più tossici che si conoscono, si è rivelata molto più sicura di quanto ci si potesse aspettare.
“FDA Consumer”, dicembre 1995.
Compare in
Tossina; Botulismo
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