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Situata nel Lazio meridionale, presso l’antico confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli, fu fondata dai benedettini nel XI secolo. Nel XII venne completamente ricostruita dai cisterciensi, che ne fecero uno dei principali centri d’irradiamento della cultura gotica in Italia. La storia del monastero viene ripercorsa nel brano seguente, tratto dalla Guida Rossa Lazio del Touring Club Italiano.
L’Abbazia di Casamari è complesso monumentale tra i più interessanti della regione, nobile esempio, con l’Abbazia di Fossanova, di architettura gotico-cistercense.
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Come testimoniano due iscrizioni trovate in situ e vari ritrovamenti (lastricati, mosaici, ecc.), venne fondata, forse sul posto di Cereatae Marianae, patria di Gaio Mario, nel 1035 da alcuni sacerdoti che adottarono la regola benedettina. Nel 1140 Innocenzo II vi introdusse i Cistercensi, che la ricostruirono integralmente e ne fecero uno dei centri culturali più fiorenti della regione, punto di irradiamento, con l’Abbazia di Fossanova, delle forme gotico-borgognone nei primi decenni del Duecento. Il periodo di splendore, iniziato con la consacrazione della basilica fatta, il 15 settembre 1217, da Onorio III, continuò sino all’inizio del XV secolo dopo di che seguì un’epoca di profonda decadenza. Alle vicende politiche Casamari restò quasi sempre estranea, ma purtroppo, per la sua posizione ai confini dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli, risentì varie volte delle traversie della storia. In particolare, nel 1417, fu teatro di uno scontro avvenuto tra Muzio Attendolo Sforza, favorevole alla regina Giovanna di Napoli, e Iacopo Caldora, partigiano di Braccio da Montone che combatteva per il papa; le truppe del primo diedero l’assalto al monastero dove gli avversari si erano asserragliati e lo conquistarono dopo una dura lotta durante la quale una parte del complesso fu gravemente danneggiata. L’Abbazia, trasformata nel 1430 da Martino V in Commenda, divenne appannaggio di cardinali che ne dilapidarono in gran parte i beni.
Nel 1717 vennero introdotti i Cistercensi della stretta osservanza, detti Trappisti. Nel 1799 fu devastata da soldati francesi in ritirata da Napoli che uccisero anche alcuni monaci. Nel 1850 Pio IX soppresse la Commenda e nel 1864 eresse l’Abbazia a congregazione autonoma. Nel 1929 è divenuta Congregazione “sui juris”.
Negli ultimi decenni il complesso è stato restaurato e riportato all’antico splendore. Ospita un Istituto Teologico per la preparazione di religiosi della stessa Congregazione e un Convitto scolastico; vi è inoltre un Osservatorio meteorologico-sismico e una farmacia che vende, con altri medicinali, anche specialità a base di erbe confezionate nell’abbazia. Una liquoreria prepara liquori fatti secondo le antiche ricette.
Guida d’Italia. Lazio, Touring Club Italiano, Milano 1981.
Compare in
Architettura cisterciense; Abbazia di Casamari; Cisterciensi
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