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Palazzo dei Priori a Perugia

Il Palazzo dei Priori a Perugia

È uno dei più grandiosi edifici civili medievali in Italia, destinato a sede delle magistrature perugine dell’età comunale. La lunga fase costruttiva, iniziata nel 1293 e non ancora completata nel 1443, è dettagliatamente ripercorsa nel brano seguente, tratto dalla Guida Rossa Umbria del Touring Club Italiano.

Cardine della sistemazione urbanistica della Platea Magna, il possente complesso gotico del “Palatium Novum Populi” dà forma compiuta alle ambizioni di potenza e di fierezza del Comune perugino, che realizza una delle più grandiose e magniloquenti espressioni architettoniche della civiltà medievale italiana. L’articolazione dei volumi, le asimmetrie e l’irregolarità dell’impianto evidenziano la lunga fase costruttiva, protrattasi dal 1293-97 al 1443, e l’utilizzo di strutture edilizie preesistenti. Il palazzo è sede del comune di Perugia e della Galleria nazionale dell’Umbria.

Altre risorse

L’edificazione di una sede più adeguata per le magistrature cittadine fu decisa nell’anno 1300 e affidata a Giovannello di Benvenuto e a Giacomo di Servadio sotto l’iniziale supervisione di fra’ Bevignate. Già nel 1293-97, ancora non conclusi gli espropri degli edifici privati dell’“isola della Piazza”, era stato realizzato il primo nucleo corrispondente alle prime tre finestre sulla piazza e al tratto sull’odierno corso Vannucci fino alla 10a finestra. Questo corpo fu completato, verso la piazza, nel 1333 con l’aggiunta, a destra del blocco primitivo, della sala “della Vaccara” sull’area della demolita (1328) chiesa parrocchiale di San Severo detta della Piazza, espropriata dal Comune nel 1300 “contro il volere de’ canonici” secondo un cronista trecentesco. L’organizzazione interna degli spazi contemplava botteghe al piano terreno e, al superiore, spazi abitativi minutamente frazionati (unificati, formeranno poi la sala Podiani della Galleria nazionale).

Entro la prima metà del Trecento furono inoltre acquisite le fabbriche circostanti per l’ampliamento verso via della Gabbia e via dei Priori, dove si fermò la fase costruttiva trecentesca (1353). Le cronache del tempo (Graziani) riferiscono che i cinque priori iniziarono a risiedervi nel 1353 (la magistratura era stata istituita nel 1303), ma nel 1429 ancora si lavorava alle loro abitazioni con l’acquisto della casa e della torre di messer Limosino Benedictioli (inglobata all’inizio di via dei Priori), e acquistando la cappella di San Giovanni (Collegio del Cambio). Entro il 1443 furono completati il lato sul corso Vannucci oltre via dei Priori e la merlatura. Era ancora in costruzione il “palazzo nuovo”, cioè il corpo corrispondente all’atrio e a tutta l’odierna sala maggiore della Galleria nazionale (esternamente, sugli angoli opposti, sono le sigle del grifo e la “P” dei priori), che il “vecchio” era già deformato dalla spinta degli arconi: nel punto di raccordo tra i due blocchi, sopra la cornice, rimangono alcuni filari con conci trapezoidali, all’antica maniera perugina.

Ulteriori lavori, soprattutto logistici di collegamento orizzontale (le abitazioni gotiche erano congegnate in vani sovrapposti) si svolsero nel XVI secolo comportando un’estensione di ponti e corridoi e, su disegno di Valentino Martelli, una nuova unica scala. Le sopraelevazioni della parte retrostante risalgono al 1790, completate dal prelato Angelo Artieri nel 1860 con qualche citazione architettonica in stile. In quello stesso anno fu compiuto il restauro che ha ripristinato la merlatura rimossa in periodo pontificio.

Guida d’Italia. Umbria, Touring Club Italiano, Milano 1999.

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