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Il Pasubio nella prima guerra mondiale

Il Pasubio nella prima guerra mondiale

Per la sua posizione strategica, alla scoppio della prima guerra mondiale il Pasubio fu subito occupato dall’esercito italiano, che riuscì a tenerlo fino alla fine del conflitto. Compreso in territorio quasi interamente austriaco, venne attrezzato in modo da poter resistere anche isolato, con strade, gallerie, teleferiche, impianti elettrici e telefonici. Del ruolo della postazione durante la Grande Guerra tratta il brano della Guida Rossa Veneto del Touring Club Italiano.

Il Pasubio fu durante il primo conflitto mondiale una postazione strategica di fondamentale importanza per la sicurezza del fronte italiano. Compreso quasi integralmente in territorio austriaco, alla dichiarazione di guerra fu immediatamente occupato al fine di bloccare agli Austriaci la strada per la pianura vicentina, dalla quale potevano prendere alle spalle l’esercito italiano, attestato sull’Isonzo e poi sul Piave. La postazione fu tenuta con poche truppe, che andarono sempre più assottigliandosi fino al maggio 1916, quando gli Austriaci intrapresero una violenta offensiva che portò alla perdita del Col Santo. Sanguinosi combattimenti si svolsero dal giugno all’ottobre per la conquista dell’Alpe di Cosmagnòn e del Dente del Pasubio; l’arrivo di truppe di rinforzo dalle gole della val Canale consentì ai reparti italiani di costituire una salda linea di difesa. Per la difficoltà di accesso al massiccio dalla parte italiana e la facilità dell’artiglieria austriaca di interdire le comunicazioni nemiche, il Pasubio dovette essere organizzato in modo da poter resistere anche isolato. Per questo, furono tagliate nella roccia camionabili di arditissimo tracciato (tra cui la “strada della 1a Armata”, dalla Bocchetta di Campiglia metri 1210 a Porte di Pasubio metri 1934, scavata nel 1917 e dotata di 51 gallerie, e quella “degli Eroi”, da Pian delle Fugazze a Porte di Pasubio); furono costruite 10 teleferiche per trasportare dal piano alle cime i mezzi di sussistenza e attrezzati sistemi per fornire ogni postazione di acqua potabile, luce elettrica e aria compressa per i lavori di mina. La guerra di mina, scatenata dagli Austriaci per impossessarsi del Dente-Palòn, si svolse tra il ‘17 e il ‘18, ma la posizione rimase in mano italiana sino alla fine del conflitto.

Altre risorse

Guida d’Italia. Veneto, Touring Club Italiano, Milano 1992.

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