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Il complesso degli Astroni si trova nella zona centro-orientale dei Campi Flegrei, a pochi chilometri da Napoli, nel territorio del comune di Pozzuoli. Consiste in un cratere di forma ellittica, risultato di un’attività vulcanica verificatasi circa 3700 anni fa, che durante il regno degli aragonesi fu adibito a riserva di caccia. Oggi l’area – di cui tratta il brano della Guida Rossa Napoli e dintorni del Touring Club Italiano – è una riserva naturale di proprietà dello stato italiano e gestita dal WWF.
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Gli Astroni sono un bellissimo modello di cratere a recinto, appartenente al 3° periodo eruttivo dei Flegrei; le sue prime eruzioni risalgono forse a pochi millenni a.C.; in un 2° tempo si formò il cono di tufo giallo dell’Imperatrice, che dette la lava dei Pagliaroni e della Rotondella. Dell’origine del nome si danno varie spiegazioni: da “a strunis” metatesi di “a sturnis”, per l’abbondanza di questi uccelli; da “struhis”, pianta della località, già ricordata da Plinio; da “strioni”, stregoni; da Sterope, uno dei tre Ciclopi. Si crede che i Romani costruissero delle Terme sulle rive del Lago Grande, ma non ne rimane traccia. Alfonso I d’Aragona, immettendovi cinghiali, capri e cervi, ne fece un luogo di caccia (celebri battute si fecero nel 1452 per il matrimonio di Elena d’Aragona, e nel 1535 in onore di Carlo V reduce dall’impresa di Tunisi), che nel 1692 il viceré conte di Santo Stefano vendette ad Andrea Giovine; nel 1721 gli Astroni furono donati ai Gesuiti, i quali nel 1739 li cedettero a Carlo di Borbone in cambio del feudo di Casolla. Le ultime cacce vi furono date da Vittorio Emanuele II e da Umberto I.
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Altre risorse |
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Passata la torre d’ingresso, si arriva a una terrazza, limitata a destra dal ciglio detto Torre degli Astroni, da cui la vista spazia su tutto il cratere-parco, di forma ellittica (perimetro 4 km circa), simile alla cavea di un gigantesco anfiteatro. Sul ciglio si vedono: a sinistra lo Sperone e la Torre di Nocera; a destra la Torre della Lupara. Il bosco, di lecci, castagni, querce, olmi, pioppi con le sue ombre profonde e la varietà delle forme del terreno offre una piacevole passeggiata.
Guida d’Italia. Napoli e dintorni, Touring Club Italiano, Milano 1976.
Compare in
Vulcano; Campi Flegrei; WWF
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