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Il Teatro alla Scala di Milano è uno dei più famosi teatri d’opera del mondo. Fin dal 1778, anno della sua fondazione, la Scala ha ospitato molte prime di opere composte dai più famosi musicisti e dirette da grandi maestri. Ogni anno la Scala accoglie migliaia di spettatori appassionati. Per apprezzare meglio l’opera, può essere utile conoscerne in anticipo l’intreccio. Nel testo seguente viene proposta la trama di Lucrezia Borgia (1833) di Gaetano Donizetti.
Terrazzo nel palagio Grimani in Venezia
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Altre risorse |
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Nel corso di una festa in maschera, alcuni cavalieri al servizio della Repubblica di Venezia, fra i quali Maffio Orsini e l’inseparabile amico Gennaro, si apprestano a abbandonare la città lagunare per recarsi, al seguito dell’ambasciatore Grimani, alla corte di Ferrara, governata dal duca Alfonso e da Lucrezia Borgia, sua sposa. È quest’ultima, una donna da tutti odiata per i suoi nefandi delitti e invisa in modo particolare a Orsini il quale, rievocando la notte in cui Gennaro gli salvò la vita, ricorda come una voce misteriosa lo mettesse in guardia dalla Borgia. Gennaro non presta attenzione al racconto dell’amico e, rimasto in disparte, si addormenta mentre tutti si allontanano. Ignara di essere spiata dal suo sposo, Lucrezia Borgia è giunta in incognito a Venezia per vedere Gennaro, suo amatissimo figlio illegittimo, al quale, tuttavia, non osa svelarsi. Ma Gennaro, attratto dalla gentilezza della misteriosa donna, non esita a dichiararle il suo amore per la madre che egli non ha mai conosciuto. Celando a fatica la commozione, Lucrezia lo consola: forse un giorno egli potrà riabbracciare la madre amata. Ma il colloquio è interrotto dal sopraggiungere dei cavalieri amici di Gennaro. Essi hanno riconosciuto la temibile Lucrezia Borgia e le rinfacciano pubblicamente i misfatti commessi. Indi, rivelano all’esterrefatto Gennaro la reale identità della misteriosa donna.
Una piazza di Ferrara
Il duca Alfonso ha appreso che Gennaro risiede ora di fronte al palazzo Ducale. Egli potrà così vendicarsi del giovane che ritiene l’amante della moglie. Per dimostrare il suo odio verso i Borgia agli amici, i quali sospettano in lui una insana passione per Lucrezia, Gennaro stacca dallo stemma del palazzo la prima lettera del nome. Borgia diviene orgia. Capeggiati da Rustighello, gli sgherri lo conducono a forza al cospetto del duca.
Sala nel palazzo Ducale
Lucrezia domanda allo sposo vendetta per l’oltraggio ricevuto. Ma quando Alfonso le indica in Gennaro l’autore del crimine, ella non esita a implorare il suo perdono. Ma il duca, deciso a punire il tradimento della moglie, non ascolta la sua supplica. Egli ordina che il giovane sia avvelenato con un vino che Lucrezia stessa gli porgerà. La duchessa mesce la bevanda mortale ma, non appena il duca si allontana, porge a Gennaro un antidoto e lo fa fuggire.
Piccolo cortile che immette alla casa di Gennaro
L’inatteso sopraggiungere di Orsini ha distolto Rustighello dal proposito di rapire nuovamente Gennaro. Persuaso che veleno e antidoto siano stati solo stratagemmi di Lucrezia per costringere l’amico alla gratitudine, Orsini convince Gennaro a rinviare la partenza e a partecipare alla festa organizzata quella sera stessa dalla principessa Negroni in onore dei cavalieri al seguito dell’ambasciatore Grimani. L’intervento di Rustighello non è ora più necessario: Gennaro cadrà spontaneamente nella trappola mortale tesa ai suoi amici da Lucrezia.
Sala nel palazzo Negroni
Ogni ospite ha abbondantemente brindato alla principessa Negroni. Gubetta – uomo fidato della duchessa – ne approfitta per provocare Orsini e fare allontanare dalla sala le dame. Soltanto ai cavalieri rimasti egli offre ora un brindisi. Gennaro si avvede che Gubetta non beve il vino da lui offerto e riferisce tale accaduto a Orsini. Ma questi non presta attenzione all’amico. Al contrario, egli intona un brindisi alla felicità. Preceduta da un gruppo di armati, Lucrezia compare. La duchessa ha organizzato la festa per avvelenare tutti coloro che a Venezia l’avevano oltraggiata. Quando, tuttavia, tra i presenti riconosce Gennaro – che ella credeva partito – lo supplica di accettare ancora una volta l’antidoto. Gennaro rifiuta e, impugnando la spada, si scaglia contro la donna. Lucrezia gli rivela allora la sua vera origine: anche lui è un Borgia ed ella è sua madre. Ma ormai è troppo tardi: Gennaro muore, mentre Lucrezia invoca sul suo capo la punizione divina.
Teatro alla Scala, Milano.
Compare in
Borgia, Lucrezia; Donizetti, Gaetano
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