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Utilizzate già ai tempi dell’imperatore romano Augusto, sfruttate sistematicamente da architetti e scultori a partire dal Quattrocento, le cave di Carrara hanno per secoli rifornito di marmo le principali corti italiane ed europee e ancora oggi la città è il principale centro di produzione di marmo nel mondo. L’impatto dell’attività estrattiva sul paesaggio e sui centri abitati della regione è il tema del brano seguente, tratto dalla Guida Rossa Toscana del Touring Club Italiano.
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In epoca romana erano chiamati “Lunensi” (dall’antica città di Luni) i bianchissimi marmi provenienti dalle Apuane: Plinio ricorda Cesare come pioniere dell’attività estrattiva, ma lo sfruttamento sistematico dei giacimenti è avviato in epoca augustea e prosegue durante tutta l’età imperiale. Dopo la decadenza medievale, nel XIII secolo le cave carraresi tornano a essere attive. Tra il '400 e il '500 i maggiori artisti vi convergono per scegliere i blocchi da cui ricavare le proprie sculture o per rivestire le cattedrali. Carrara diventa il primo centro mondiale di diffusione del marmo, che prende la strada delle principali corti italiane (Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli) e delle capitali dei grandi regni europei. Questo ruolo egemonico si è poi sempre mantenuto nel tempo e, nonostante le profonde trasformazioni intervenute nelle tecniche di estrazione e nell’evoluzione dei mezzi di trasporto, i marmi apuani conservano una preminenza nell’industria lapidea italiana e mondiale. Che il marmo sia entrato a far parte della vita delle gente apuana lo confermano, oggi come ieri, i tanti piccoli e grandi segni territoriali: dalla massiccia presenza lungo le strade di aziende per la lavorazione del marmo, alla capillare diffusione di centinaia di laboratori artigiani che continuano una secolare tradizione artistica; dal cospicuo patrimonio di opere in marmo che adornano chiese, palazzi ed edifici nelle maggiori città come nei più minuscoli centri, ai tanti manufatti dell’arredo urbano che utilizzano questo materiale: parti di pavimentazione stradale, fontane, panchine, lapidi e targhe; ovunque il biancheggiare dei marmi impreziosisce l’ambiente e gli conferisce un carattere peculiare.
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Altre risorse |
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Il grande sviluppo dell’escavazione marmifera ha contribuito in maniera decisiva al modellamento del paesaggio, trasformando la fisionomia delle valli anche dopo l’esaurimento e l’abbandono delle cave: ovunque restano i segni dello sbancamento dei versanti e, soprattutto, i grandi conoidi formati dall’accumulo dei detriti. Le tracce della “salita ai monti” da parte di generazioni di cavatori si manifestano nella distribuzione dei villaggi, sorti in prossimità delle cave secondo una trama insediativa che s’impone nelle valli carraresi ma interessa anche quelle massesi, dell’alta Versilia e quelle più riposte della Garfagnana. I percorsi del marmo, trasportato dalle cave aperte alle quote più elevate fino ai centri di fondovalle per essere poi avviato ai terminali marini, si sono sovrapposti alla rete di strade e sentieri legati alle preesistenti attività agricole e silvo-pastorali, tra le quali ebbe grande rilevanza dal Medioevo la coltivazione del castagno.
L’aspra morfologia della catena ha favorito una concentrazione della popolazione in centri di pendio o di sprone, per lo più di piccole dimensioni, sviluppatisi in corrispondenza dei non numerosi luoghi di valico: come nel caso di Canevara e di Resceto, sorti lungo la settecentesca Via Vandelli che attraverso il passo della Tambura metteva in comunicazione Massa con Castelnuovo di Garfagnana proseguendo quindi per Modena. L’anomalia delle Apuane e la relativa marginalità della struttura insediativa rispetto ai più frequentati assi di penetrazione rappresentati dalla Lunigiana e dalla Garfagnana e, in epoca più recente, dalla fascia costiera della Versilia, hanno concorso al mantenimento di quei quadri ambientali già minuziosamente descritti da botanici e naturalisti sette-ottocenteschi, come Giovanni Targioni Tozzetti ed Emanuele Repetti.
Guida d’Italia. Toscana, Touring Club Italiano, Milano 1997.
Compare in
Carrara; Massa (città); Marmo
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