|
Nei secoli il paesaggio della Pianura Padana è stato trasformato dall'opera dell'uomo: strade, coltivi, canali di irrigazione sono gli elementi di questo caratteristico paesaggio che Carlo Cattaneo descrive nelle sue Notizie naturali e civili su la Lombardia (1844) con profonda ma sobria fiducia nel senso del progresso civile di quell'opera.
 |
Su la nostra pianura tutti gli abitati si collegano con buone strade, che ragguagliano in circa un chilometro di lunghezza per ogni chilometro di superficie. La rete stradale involge ormai tutte le colline, sino all'altitudine d'ottocento metri; trafora con gallerie le rupi verticali che interrompono le riviere dei laghi; s'insinua nelle valli alpine, raggiunge i sommi gioghi; difende contro le vallanghe i più alti passi carrozzabili che siano sul globo. La via del Sempione, che fu il modello di tutte, è opera de' nostri ingegneri, che condussero anche quelle dello Spluga e dello Stelvio. Ingegneri nativi di quell'antica parte del nostro territorio che aggregossi alla Svizzera, tracciarono le vie del Gottardo e del Bernardino. I nostri imprenditori sono sparsi per le terre dei Grigioni, dei Tirolesi, degli Illirii, dei Boemi, dei Galiziani, insegnando loro a protendere attraverso ai monti i vincoli d'una crescente civiltà. Le nostre opere stradali portano tratto tratto i segnali d'una magnificenza romana, il ponte che congiunge le due rive del Ticino, a Buffalora, si stende per trecento e più metri con undici arcate di granito. – Le strade ferrate non ci sono ignote; una linea è compiuta da quattro anni; due sono cominciate; altre sono studiate e discusse.
 |
|
Altre risorse |
|
 |
|
|
|
|
È assai malagevole porgere una succinta idea della nostra agricultura nelle diverse provincie, per la strana sua varietà. Mentre in una parte d'un territorio il riso nuota nelle acque, un'altra non può abbeverare il bestiame se non di vecchie acque piovane o colaticce, o tratte a forza di braccia da pozzi profondi fino a cento metri. Un distretto è continuo prato, verde anche nel verno, folto d'armenti, ridondante di latticinii; un altro raduna a stento poco latte caprino, coltivando piuttosto a giardini che a campi l'olivo e il limone, la più elegante di tutte le agriculture. Nei monti si coltiva la canapa, ed è quasi ignoto il lino; intorno a Crema e Cremona il lino è primaria derrata campestre, e la canapa è negletta. La pianura pavese si allarga in ampie risaie, poco cura il gelso, e la pianura cremonese ne ha le più folte e robuste piantagioni. Il vino è la speranza dell'agricultura in ambo le opposte estremità del paese, nella boreale e alpestre Valtellina, e nelle australi pianure di Canneto, di Casalmaggiore, e dell'Oltrepò. L'agricultura bresciana solca profondamente a forza di bovi un terreno tenace; la lodigiana sfiora i campi con un lieve aratro tratto da solleciti cavalli, per non sommovere le povere ghiare, sopra le quali il lavoro dei secoli ha disteso uno strato artificiale.
 |
Carlo Cattaneo, Notizie naturali e civili su la Lombardia.
Compare in
Pianura Padana; Il Politecnico (1839-1869); Cattaneo, Carlo; Irrigazione; Lombardia
|