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Polibio: La costituzione di Cartagine

La costituzione di Cartagine

Lo storico greco Polibio iniziò la stesura della sua opera più importante, le Storie, nell'ultimo periodo della sua vita, a partire dal 160 a.C.: dei 40 libri che componevano il grande affresco delle vicende di Roma dalla prima alla terza guerra punica (264 a.C. - 146 a.C.) ci sono pervenuti i primi cinque libri per intero ed estratti dei seguenti. Tra questi ultimi di particolare interesse è il sesto, dove Polibio espone la sua teoria sulle costituzioni, mettendo in risalto la preminenza di quella romana. Nel suo esame della costituzione cartaginese, dopo aver commentato che nel complesso è 'ben congegnata' e – nella sua commistione di monarchia, aristocrazia e democrazia – non dissimile da quella di Roma e di Sparta, giunge tuttavia alla conclusione che la vittoria finale di Roma su Cartagine è da attribuire alla superiorità della costituzione romana rispetto a quella cartaginese: mentre a Cartagine era prevalso il volere del popolo, a Roma predominava il potere del senato.

La costituzione cartaginese dapprincipio, a mio parere, era nel complesso ben congegnata. Esistevano infatti in Cartagine dei re, mentre il consiglio degli anziani aveva struttura aristocratica e il popolo era arbitro di quanto gli competeva; nel suo insieme la costituzione non era quindi molto diversa da quella di Roma e di Sparta. Ma ai tempi della guerra annibalica la costituzione di Cartagine era inferiore a quella romana. In verità in ogni corpo, in ogni stato e in ogni azione vi è un periodo di naturale sviluppo, poi uno di fioritura e infine uno di decadenza; poiché il maggiore splendore corrisponde al periodo di massima fioritura, a ciò è dovuta la differenza fra i due stati. Infatti Cartagine aveva goduto di maggiore splendore e fortuna di Roma, ma in quel momento Cartagine decadeva mentre la costituzione di Roma era nel periodo del massimo splendore. Cioè a Cartagine il popolo aveva ottenuto la prevalenza nelle pubbliche decisioni, mentre a Roma godeva del massimo potere il senato; prevalendo dunque presso gli uni il volere dei più, presso gli altri quello dei migliori, era naturale che fossero superiori i Romani. Nonostante le sconfitte subite, grazie alla saggezza delle loro decisioni, essi infine riuscirono a vincere i Cartaginesi.

Altre risorse

Polibio, Storie, VI, 51, traduzione di C. Schick, Mondadori, Milano 1955 (1a ristampa Oscar 1990).

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Cartagine; Storia e storiografia

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