Approfondimento Encarta Compare in
Gibilterra: la città delle scimmie

Gibilterra: la città delle scimmie

Presenti a Gibilterra da diversi secoli, le bertucce sono protette e amate dalla popolazione locale malgrado la loro indole dispettosa. L'eccessiva interazione con i turisti comporta però molteplici rischi per la sopravvivenza delle scimmie.

Con un po' di ironia qualcuno le ha definite i 'predoni della rocca'. Frugano nelle tasche, aprono borse, si intrufolano nelle automobili e quasi sempre portano via un souvenir dell'impresa. Poi scappano lontano rendendo difficile il recupero della refurtiva, che a volte è rappresentata da dolci, patatine, noccioline, ma non di rado da macchine fotografiche, portafogli e oggetti di valore. Opera di incalliti rapinatori o avanzi di galera? Niente affatto. Gli abili ladri sono in realtà scimmie e la rocca in questione è quella di Gibilterra, un poderoso masso calcareo dalle ripide pareti a strapiombo sul mare. Le bertucce (Macaca sylvanus) che vi trovano rifugio sono le uniche scimmie che abitano il nostro continente. 'Sono animali dalla corporatura robusta, privi di coda e alti alla spalla una cinquantina di centimetri', spiega Andrea Camperio Ciani, docente di etologia all'Università di Padova. 'Hanno una struttura sociale non molto rigida e abbastanza egualitaria. Le femmine si accoppiano con più maschi e questi ultimi interagiscono frequentemente con i piccoli. Un comportamento particolare, che trova pochi riscontri tra i macachi, ma che non deve essere scambiato con le cure parentali. Ha invece lo scopo di abbassare l'aggressività negli incontri con altri individui dello stesso sesso. Una sorta di salvacondotto nei rapporti tra subordinati e dominanti'.

Altre risorse

Come siano arrivate fino a qui è ancora un mistero. Secondo alcuni ricercatori furono gli arabi a importarle nell'VIII secolo d.C., durante le invasioni militari in Spagna, ma non è da escludere che quello di Gibilterra possa essere l'ultimo nucleo di una più vasta popolazione che anticamente abitava l'Europa. Lo testimonierebbero alcuni reperti fossili ritrovati in Italia, Olanda, Grecia e Inghilterra, appartenenti ad antenati di Macaca sylvanus. Qualunque sia la loro origine, ciò che è certo è che queste scimmie sono entrate a pieno titolo nella leggenda. Si racconta infatti che, tra il 1779 e il 1783, durante l'assedio alla Rocca da parte degli spagnoli, che volevano riconquistarla strappandola agli inglesi che la controllavano fin dal 1704, le bertucce con le loro grida d'allarme sventarono un attacco a sorpresa, che avrebbe fatto capitolare l'enclave britannica. È probabilmente dovuta a questa storia la credenza che fa di queste scimmie i custodi di Gibilterra. Si dice infatti che quando l'ultima bertuccia scomparirà, gli inglesi dovranno lasciare la roccaforte all'imbocco del Mediterraneo. Un monito da non trascurare se persino Winston Churchill, nel 1942, in piena guerra mondiale, si sentì in dovere di telegrafare al comando generale del suo esercito in Nord Africa l'ordine di catturare un certo numero di macachi per rinfoltire l'esiguo drappello europeo ormai a un passo dall'estinzione.

Oggi le scimmie a Gibilterra sono divise in due grandi gruppi: quello di Middle Hill (la parte più alta e isolata della rocca), che conduce una vita selvatica e appartata; e quello di Queen's Gate (in prossimità del centro abitato) i cui individui passano gran parte del tempo in contatto con gli esseri umani e sono così famosi da essere divenuti una vera e propria attrazione turistica. Non priva di pericoli, però. Una verifica sulle registrazioni ospedaliere della zona ha dimostrato che, tra il 1980 e il 1989, i casi accertati di morsi alle persone furono ben 248. Un'aggressività prevedibile in una situazione di stress. Le interazioni non controllate con le centinaia di visitatori sono infatti un problema per la conservazione e la gestione di questi animali. I conducenti di bus e taxi e le guide dei tour hanno incoraggiato l'offerta di cibo alle scimmie, che in questo modo si fanno avvicinare facilmente e familiarizzano. Ma questo ha comportato nel tempo una serie di effetti negativi che vanno dal sovrappeso dovuto alla cattiva alimentazione, fino alla crescita dell'aggressività a causa della competizione per il nutrimento, che nel periodo degli accoppiamenti può abbassare il tasso di natalità. Ma il pericolo più grosso è la possibilità che durante i frequenti contatti i turisti trasmettano alle scimmie malattie contagiose, come l'epidemia di polmonite virale che nel 1987 ha provocato la morte del 25 per cento delle bertucce della colonia. Uno scenario precario per una specie che risulta già iscritta nella lista rossa degli animali in via di estinzione. 'La popolazione nordafricana, che ha più volte fatto da serbatoio a Gibilterra, conta circa 13.000 esemplari nell'Atlante, in Marocco, e qualche migliaio in Algeria', assicura Andrea Camperio Ciani. 'Qui le bertucce scompaiono assieme al loro habitat, la foresta di cedri, mentre nella Rocca soffrono lo stress di un mondo al quale non appartengono'.

Giuseppe Brillante, La città delle scimmie, in Airone, Agosto 1998.

Compare in

Bertuccia; Gibilterra

© 2008 Microsoft