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Inestimabile patrimonio naturale e risorsa economica fondamentale, la foresta finlandese è oggetto di attenta tutela. La conservazione delle aree di particolare valore ecologico e l'incremento della biodiversità sono i criteri che guidano l'azione di sensibilizzazione operata con successo dalle autorità finlandesi nei confronti dei piccoli proprietari terrieri, come è illustrato in questo reportage.
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Dal cielo, la regione sotto di noi sembra uno sconfinato tappeto verde e blu. Verde di alberi e blu d'acqua, in un elaborato disegno dove lingue sottili di terra, isole e isolotti si intarsiano con una miriade di laghi, laghetti, insenature e meandri. Stiamo volando sopra la Finlandia sud-orientale. Ma questo paesaggio si ripete sostanzialmente uguale per centinaia di chilometri verso i quattro punti cardinali. Ci sono moltissimi laghi, in Finlandia, e 201.000 chilometri quadrati di foreste, due terzi della superficie totale, come dire una distesa ininterrotta di alberi dalle Alpi alla Campania compresa. Pochi paesi al mondo, e nessun altro in Europa, offrono una simile estensione di aree alberate. E pochi altri popoli possono vantare una così intima connessione con la foresta. Per quattromila anni almeno (a tanto risalgono le tracce più antiche di popolamento) essa ha dato protezione, legno per scaldarsi, cucinare e costruire ripari, cibo per il corpo con i suoi animali e i suoi frutti, alimento spirituale per i miti e le elaborazioni religiose. E oggi, anche se i suoi abitanti sono diventati in gran parte cittadini (il 62 per cento vive ormai in aree urbane), la foresta continua a svolgere un ruolo fondamentale.
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Altre risorse |
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Nel 1995, i prodotti dell'industria forestale finlandese hanno rappresentato quasi il 40 per cento dell'esportazione totale, per una cifra vicina ai 18.000 miliardi di lire. La Finlandia copre il 25 per cento delle quote di mercato mondiale della carta da stampa e cancelleria, l'8 per cento di quella da giornale, il 13 per cento del cartone, a cui si devono aggiungere la pasta di cellulosa, i compensati, i segati di legno. Nel solo 1993, le sue foreste hanno fornito 45 milioni di metri cubi di legname. Nel clima di allarme legato alla drammatica diminuzione della copertura forestale del nostro pianeta, c'è chi ha parlato della Finlandia come di una specie di Amazzonia in piccolo. Questa preziosa riserva di ossigeno è davvero in pericolo?
Non solo legno
'Niente paura'. Marjatta Malmipohja, vicedirettore di Metsäteoliisuus (la Federazione delle industrie forestali finlandesi), è categorica. 'Forse abbiamo corso questo rischio in passato, ma dagli anni Sessanta la tendenza si è invertita. Oggi, per ogni metro cubo di alberi tagliato ne ricresce un metro e mezzo. Siamo tutti perfettamente consapevoli che la foresta è la sola vera materia prima rinnovabile sulla quale possiamo contare. Sta a noi renderla inesauribile. E ci sono ottime ragioni, strutturali e culturali, che ci aiutano a essere saggi'. La prima è la composizione stessa della proprietà forestale. I boschi privati sono il 60 per cento del totale e appartengono in gran parte a piccoli proprietari, per la maggior parte dei quali essi sono, più che altro, una fonte di reddito integrativo. E foresta non significa soltanto legno. Le statistiche dicono, sempre per il 1993, 1774 tonnellate di bacche (sono una quarantina le specie commestibili), 379 di funghi e 3000 di carne di renna vendute ai dettaglianti, più di 7.000 tonnellate di carne di alce, di lepre, di uccelli acquatici e di bosco, in gran parte per consumo familiare, e 294.000 animali da pelliccia. Valore complessivo stimato, circa 125 miliardi. Ma come quantificare tutto il resto, le ore trascorse in barca o a nuotare, i chilometri percorsi passeggiando o sciando, i salmoni pescati nei fiumi e arrostiti al fuoco di legna, i vasetti accumulati nelle dispense con le marmellate di frutti di bosco o i funghi sott'olio per l'inverno, le scorpacciate di mirtilli dei ragazzini? Anche questi sono frutti della foresta. Così come lo sono gli incontri con gli animali, i colori delle albe e dei tramonti, le voci degli uccelli, i fruscii, i silenzi.
Iscritta nei geni dei finlandesi, questa libera fruizione della foresta è diventata anche norma di legge. Si chiama 'il diritto di tutti' e regola l'uso dei beni naturali da parte dei cittadini. In Finlandia, non esistono recinzioni. Chiunque può liberamente muoversi nelle proprietà altrui, a piedi, sugli sci, in bicicletta, in barca; può nuotare, pernottare in tenda, attingere acqua dalle sorgenti o dai ruscelli, pescare con la lenza, raccogliere bacche o funghi. Il permesso del proprietario è richiesto solo per circolare in auto o nelle immediate vicinanze delle abitazioni (dove il diritto di tutti lederebbe quello, altrettanto sentito, dei singoli), oppure per certe attività che comportano un impoverimento per la foresta, come tagliare alberi o raccogliere particolari prodotti (muschi, licheni, pigne, cortecce), accendere fuochi, cacciare. Qualsiasi politica forestale, in Finlandia, deve dunque fare i conti con questa triplice realtà: lo sfruttamento della foresta è essenziale per l'economia del paese; la sua proprietà è in gran parte privata; il suo godimento è un diritto di tutti. E la risposta non può essere solo quantitativa. Il semplice fatto che ogni anno ricresca tanto legno quanto ne è stato tagliato significa solo 'piantagioni' di legname più estese. Una distesa di abeti tutti della stessa età può essere altrettanto povera, di vita e di emozioni, di una foresta rasa al suolo.
Coltivare la biodiversità
Nel 1992, la Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro si è conclusa con un trattato che impegnava i paesi sottoscrittori a salvaguardare la biodiversità dei propri ambienti naturali. L'anno dopo, proprio nella capitale finlandese, i ministri europei del settore hanno fissato i principi di un uso sostenibile delle loro foreste e di conservazione della loro ricchezza biologica. In conseguenza di queste decisioni, dal mese di marzo del 1994 la politica forestale finlandese, già attenta, come abbiamo visto, a cercare un punto di equilibrio tra sfruttamento economico della foresta e conservazione dei suoi valori ecologici, culturali e sociali, ha fatto un ulteriore salto di qualità. Lo stato e la Federazione delle industrie forestali cooperano in una vasta campagna di informazione che coinvolge proprietari e produttori e detta le linee guida. Ne è nato una sorta di decalogo che suggerisce i criteri da adottare perché le foreste continuino a produrre di più e nello stesso tempo aumentino la loro ricchezza biologica e la loro varietà di scenari. I proprietari (i tre quarti della materia prima per l'industria forestale provengono da foreste private) sono coinvolti nella definizione dei piani di sfruttamento dei loro boschi. Si concordano i criteri di taglio e di rinnovamento per creare un mosaico di lotti a livello differente di sviluppo, più simile alla situazione naturale. Il taglio a raso (che prevede l'abbattimento di tutti gli alberi) è progressivamente abbandonato. Già la legge che regola l'attività forestale privata imponeva l'immediato rimboschimento, ma ora si tende a effettuare comunque tagli a raso con riserve, cioè lasciando esemplari maturi, isolati o a gruppi, che possano proseguire il loro ciclo vitale fino alla decomposizione. Inoltre, si mantengono isole di alberi vecchi e cinture di vegetazione a protezione di laghi, stagni e corsi d'acqua, si privilegiano nel ripopolamento le latifoglie, e così via.
Da parte sua, il governo ha avviato il censimento globale delle vecchie foreste e sta incrementando la tutela di questi preziosi ecosistemi. L'anno scorso, 200.000 ettari di vetuste foreste statali nel nord del paese sono stati sottoposti a vincolo di protezione, mentre nella regione orientale di Kuusamo altri 14.000 ettari, proprietà collettiva di circa 6000 famiglie, verranno acquisiti dallo Stato per tutelarli, in cambio di un'estensione equivalente di boschi sfruttabili commercialmente.
La prova dei salmoni
Ma proteggere la biodiversità delle foreste non basta. Il percorso successivo, dalla materia prima al prodotto finito, alla pasta di cellulosa, alla carta, ha anch'esso costi notevoli per l'ambiente. Per la ricerca e gli interventi sui processi di produzione finalizzati alla protezione ambientale, nel solo 1995 l'industria forestale finlandese ha stanziato oltre 235 miliardi di lire. Lo sforzo massimo viene dedicato all'acqua: realizzazione di cicli di lavorazione a circuito chiuso, sostituzione dell'ossigeno al cloro nei processi di candeggio, trattamento biologico degli scarichi. A Varkaus, nella Finlandia sud-orientale, c'è una delle unità produttive della Enso-Gutzeit, uno dei colossi dell'industria forestale finlandese per la lavorazione del legname: un impianto che ogni anno lavora oltre due milioni e mezzo di metri cubi di legname e produce 600.000 tonnellate di carta e cartone e più di 200.000 di legname segato. Martti Lamberg, direttore del complesso, e Kari Saramäki, responsabile dell'unità che produce carta da stampa, ci ricevono in un ufficio che si affaccia con grandi vetrate sull'inevitabile lago. Nell'acqua limpida si vedono nuotare i salmoni. 'L'acqua del ciclo di produzione della nostra carta viene da qui', sottolinea sorridendo Saramäki. 'E qui ritorna. Sembra che i salmoni l'apprezzino. E, a pranzo, voi potrete apprezzare i salmoni'. Nel quinquennio 1990-1994, la Enso-Gutzeit ha investito nella protezione ambientale quasi 300 miliardi di lire. Soldi spesi bene, si direbbe.
Alla fine della visita, saliamo sulla barca di Lamberg. Una tranquilla navigazione di quattro ore sul lago Saimaa, tra isolotti di granito e insenature bordate di abeti, ci porterà al piccolo cottage dove Saramäki trascorre i suoi week-end. La rotta attraversa il Parco nazionale di Linnansaari, che protegge un raro endemismo, la foca del Saimaa, e ospita tra l'altro diversi nidi di falchi pescatori. Costeggiando una delle mille insenature del grande specchio d'acqua, vediamo un bagliore di fiamme. Nessun allarme. Si sperimenta l'antica pratica dell'incendio periodico per favorire il rinnovo della foresta. Un fenomeno che avviene spontaneamente, uno dei modi con cui il bosco si rigenera naturalmente. La moderna gestione forestale batte a volte strade antichissime. A sera, dopo una cena intorno al fuoco, c'è l'inevitabile sauna, con bagno finale nelle acque fresche del lago, tra nugoli di zanzare. Il vento fruscia tra gli abeti, dal buio viene il lontano lamento di una strolaga e si mescola alle voci allegre di un gruppo di ragazzi che si tuffano ridendo, chissà dove. Si vive proprio di foresta, qui in Finlandia.
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Cesare Della Pietà, Vivere di foresta, in Airone, Ottobre 1996.
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Foresta; Finlandia
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