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Bandello: Machiavelli e Giovanni dalle Bande Nere

Machiavelli e Giovanni dalle Bande Nere

La fama del novelliere cinquecentesco Matteo Bandello è legata soprattutto al suo libro di Novelle, molto ammirate da grandi poeti e romanzieri (per esempio Shakespeare) che da esse avrebbero tratto ispirazione per le loro opere. Ogni novella è preceduta da una lettera dedicatoria, indirizzata a principi, signori, personaggi illustri, nella quale il novelliere precisa al destinatario l'occasione da cui nasce il racconto. In questa curiosa lettera, diretta al capitano di ventura Giovanni de' Medici, detto Giovanni dalle Bande Nere, e che precede la novella XL, del Libro primo, si narra un episodio in cui sono coinvolti lo stesso Giovanni de' Medici e Niccolò Machiavelli, al quale è presente (ma solo come finzione letteraria) anche l'autore. Machiavelli prova a schierare tremila fanti secondo l'ordine formulato nel suo trattato di strategia e tecnica militare L'arte della guerra, ma – come nota ironicamente Bandello – la teoria è cosa diversa dalla pratica: dopo due ore sotto il sole Giovanni prende in mano la situazione risolvendola in un 'batter d'occhio'.

Egli vi deveria sovvenir di quel giorno quando il nostro ingegnoso messer Niccolò Macchiavelli sotto Milano volle far quell'ordinanza di fanti di cui egli molto innanzi nel suo libro de l'arte militare diffusamente aveva trattato. Si conobbe alora quanta differenza sia da chi sa e non ha messo in opera ciò che sa, da quello che oltra il sapere ha più volte messe le mani, come dir si suole, in pasta, e dedutto il pensiero e concetto de l'animo suo in opera esteriore; perciò che sempre il pratico ed essercitato con minor fatica opererà che non l'inesperto, essendo l'esperienza maestra de le cose, di modo che anco s'e veduto alcuna volta una persona senza scienza, ma lungamente essercitata in qualche mestieri, saperlo molto meglio fare che non saperà uno in quell'arte dotto ma non esperimentato. Niente di meno quel dotto benissimo ne parlerà e disputerà dottamente. Messer Niccolò quel dì ci tenne al sole più di due ore a bada per ordinar tre mila fanti secondo quell'ordine che aveva scritto, e mai non gli venne fatto di potergli ordinare. Tuttavia egli ne parlava sì bene e sì chiaramente, e con le parole sue mostrava la cosa esser fuor di modo sì facile, che io che nulla ne so mi credeva di leggero, le sue ragioni e discorsi udendo, aver potuto quella fanteria ordinare. E son certo, se messo mi vi fossi, che sarei stato come un picciolo augello al vischio còlto, che quanto più si dimena e s'affatica d'uscire de la pania assai più s'invischia e miseramente intrica. Ora veggendo voi che messer Niccolò non era per fornirla così tosto, mi diceste: – Bandello, io vo' cavar tutti noi di fastidio e che andiamo a desinare. – E detto alora al Macchiavelli che si ritirasse e lasciasse far a voi, in un batter d'occhio con l'aita dei tamburini ordinaste quella gente in varii modi e forme, con ammirazione grandissima di chi vi si ritrovò.

Altre risorse

Matteo Bandello, Novelle.

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Giovanni dalle Bande Nere; Bandello, Matteo Maria; Logistica militare

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