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Brandano: L'isola dell'Inferno

L'isola dell'Inferno

Secondo la leggenda, sorta probabilmente in Irlanda nel IX secolo, il monaco irlandese Brandano fu protagonista di una navigazione per le acque dell'Oceano Atlantico durata sette anni alla ricerca del paradiso terrestre. Il testo della leggenda, Navigatio Sancti Brendani, redatto in latino, venne successivamente trascritto e volgarizzato in varie lingue: in Italia comparve tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo. L'opera, uno dei testi più affascinanti della letteratura medievale, si inserisce nel solco della mitologia celtica e della tradizione degli imrama, resoconti di viaggi fantastici per mare del folklore irlandese. Nel corso della sua navigazione san Brandano e il gruppo di monaci che lo accompagnano giungono in vista di un'isola cupa e paurosa, piena di fucine e di fornaci ardenti, di rumore di ferri, di grida e di lamenti: l'isola dell'inferno.

Essendo andati col vento nelle parti d'aquilone, eglino viddono una isola la quale era tutta piena di pietre grandi. Ed era molto una sozza isola, e non v'è nè albori nè foglie nè erbe nè fiori nè frutti; ma tutta era piena di fucine e di ferrari. E ogni fucina aveva el suo ferraro, aveva tutti e' suoi ferri che al ferraro s'apartiene: le sue fucine ardevano a modo d'ardentissime fornaci; e ciascuno martellava per sì gran forza, e con tanto romore, che se non fosse altro inferno, quel sarebbe paruto troppo. E veggendo san Brandano e e' suoi frati tutte queste cose, le quali erano sì crudeli e sì paurose a vedere, disse san Brandano a' suoi frati: Frati miei, questo si è reo luogo da stare, i'ho gran compassione di queste cose ch'io veggio, e perciò non è d'andarvi presso, se noi ce ne possiamo guardare. E avendo detto queste parole, e' venne un gran vento e molto forte, e menò la nave presso a questa isola. E sicome piacque a Dio, questa nave passò oltre con salvazione.

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Essendo la nave di lungi un tratto di balestro, e' frati udivano uno ismisurato vento, e romore di martelli, e battevano i martelli su per l'ancudini. E udendo san Brandano questo romore, e' si comincia a segnare, e disse così: O Signore Iddio, debbiaci iscampare da questa isola, se a voi piace. E avendo così detto, inmantenente e' venne uno uomo di questa isola inverso loro, el quale era vecchio, e aveva la barba molto lunga, e nero e piloso a modo d'uno porco, e appuzzava molto forte. E così tosto come questi servi di Dio ebbeno veduto questo uomo, così tornò subitamente indietro. E l'abate si segna, e racomandasi a Dio, e disse così: O figliuoli miei, levate più alta la vela, e navichiamo più forte, acciò che noi possiamo fuggire di questa isola che c'è male stare. E avendo detto queste cose, cioè parole, incontanente e' venne uno mal vecchio barbuto in su lo lido del mare, e recava in mano una tanaglia, e una pala di ferro tutta ardente di fuoco; e veggiendo egli che la nave era partita, elli gitta lor dietro quella pala del ferro; ma come piacque a Dio; ella nolli giunse; ma dove ella diede, tutta l'acqua fe' bollire fortemente. E avendo veduto questo fatto, eglino ebbono veduti in sulla riva una grande multitudine di sozzi uomini come fu lo primo; e aveva ogniuno in mano una gran mazza di ferro, tutto ardente di fuoco, e rendeva una gran puzza. E di queste mazze e dell'altre traevano loro dietro, mai non gliene giunse veruna; ma un gran puzzo faceva, e faceva bollire l'acqua ben tre dì. Anche vidono ardere quell'isola molto forte, e andando via i frati, egli udivano un grande urlamento e romore, il quale faceva quella brutta gente. E san Brandano confortava tutti e' suoi frati, e diceva: Non temete figliuoli miei, lo signore Iddio sì è e sarà nostro aiutatore. Io voglio che voi sappiate che noi siamo nelle parti del ninferno, e questa isola è delle sue. E avete veduto de' suoi segni, e perciò dobbiate orare divotamente, acciò che non vi bisogni temere di queste cose.

E dette queste parole, eglino udivano boci che gridavano molto dolorosamente, e dicevano: O padre santo, e servo di Dio, priega per noi miseri tapini. Sappi che noi siamo presi a mal nostro grado, e contra a nostra voglia. Volentieri verremo da voi; ma noi non possiamo, dolente a noi, che mal nascemo al mondo, el quale è pieno d'ogni inganno e tradimenti. Noi siamo legati molto forte, e non veggiamo da chi, né chi ci tiene; onde la nostra vita è sempre dolorosa, e sempre sarà. E quando i frati udirono queste parole, ebbono grande compassione, e priegano Iddio che gli guardasse da queste pene. E guardando eglino inverso l'isola, e' viddono questo uomo ch'era igniudo et era menato al tormento; e udiva le boci che gridava, e diceva: al fuoco al fuoco; e altri diceva: all'acqua, e molte altre parole udivano assai piggiori. E in queste parole l'acqua del mare venne tutta torbida, e pareva che gittasse fiamma e puzzo molto orribile; e per questo e' frati vennono molto isbigottiti, tal che non sapevano dove si fossono né dove dovessono andare; ma coll'aiuto di Dio pur si partirono di così brutto luogo.

E andando un altro dì, sì viddono un grande monte in verso ponente in mare. In quel monte pareva vi fosse nature d'animali salvatichi si come dragoni, leoni, grifoni, e orribili serpenti, e altre brutte cose assai. E in sulla cima di questo monte usciva un grande fiume d'acqua. E volendo san Brandano ischifare questo monte, uno vento gli menò appresso alla riva; e era molto alta, e in su quel monte correva un fiume di sangue vivo. E uno frate di quelli tre che era rimaso coll'abate in compagnia, sì uscì fuori di nave molto tosto, e cominciò andare giuso al fondo della riva; e quando e' fu là giù, incontanente e' fu preso, e egli comincia a gridare subitamente molto forte e diceva: O santo padre, per male mi parti' dalla vostra compagnia; io sono preso, e non so da cui né perchè, e non ho possanza di ritornare a voi. Incontanente e' frati cominciarono a tor via la nave, volendosi partire dal porto, pregando Iddio, e dicendo: O Signore Iddio, abbi misericordia di noi peccatori. E l'abate guardava pure che faceva quel frate, e quello che era fatto a lui da' dimoni. E lo menavano dall'uno tormento a l'altro molto forte, e viddelo inghiottire nove volte da uno dragone, uscendogli ogni volta di sotto. E veggendo l'abate, che gli era sì forte tormentato da diversi tormenti, allora disse: O figliuolo, tristo a te che mal nascesti in questo mondo, e' mi pare che tu meriti di stare in coteste pene per li tuoi gravi peccati. E avendo così detto, e' venne uno vento e menò la nave inverso austro; e andando, e' si rivolse indietro per vedere l'isola, onde si erano partiti, e viddono che tutta la montagna ardeva d'un grandissimo fuoco, e molto alto. E veggendo l'abate e i suoi frati questo, sì navicarono molto forte inverso mezzo dì, per spazio di septi dì, e non truovano altro che cielo e acqua.

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Volgarizzamento; Brandano; Irlanda (isola)

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