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Zátopek, la locomotiva umana

Zátopek, la locomotiva umana

Quando l'atleta cecoslovacco Emil Zátopek fece il suo ingresso nello stadio olimpico di Helsinki ai giochi del 1952 a conclusione della maratona, i 70.000 presenti si alzarono in piedi per applaudire la straordinaria impresa a cui avevano assistito e che prima di allora si credeva fosse al di là di ogni umana possibilità: dopo aver vinto l'oro nei 5000 e nei 10.000 metri, Zátopek aveva dominato anche la maratona.

Emil Zátopek correva con uno stile inconfondibile. Si racconta che continuò ad allenarsi anche durante il servizio militare nell'esercito cecoslovacco, durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), correndo ogni mattina 16 chilometri in tenuta da combattimento. Forse proprio per questo motivo si era abituato a correre con il capo rovesciato all'indietro e il viso contorto in una smorfia, mentre il corpo si inclinava a sinistra ad ogni passo. Un giornalista sportivo del tempo osservò che Zátopek 'correva come se fosse torturato da un demone interiore'. Ma quello stile di corsa decisamente poco elegante nascondeva uno straordinario paio di polmoni e una feroce determinazione a eccellere. Alle Olimpiadi di Londra del 1948 Zátopek batté il precedente record dei 10.000 metri e vinse l'argento nei 5000, arrivando a meno di un secondo dal belga Gaston Rieff. 'Il migliore di Praga', come venne soprannominato dalla stampa, era già considerato uno dei più grandi fondisti del dopoguerra, ma il mondo dello sport non era assolutamente preparato allo spettacolo che il cecoslovacco offrì alle Olimpiadi di Helsinki. Prima sbaragliò i 32 concorrenti dei 10.000 metri portandosi in testa al gruppo al decimo giro e vincendo con un tempo di 29'17'', migliorando il precedente record olimpico di ben 42 secondi.

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Tre giorni dopo gareggiò nei 5000 metri con temibili avversari, come il favorito tedesco Herbert Schade, il francese Alain Mimoun, secondo nei 10.000, e i britannici Chris Chataway e Gordon Pirie. Questi quattro corridori, insieme a Zátopek, composero il gruppo di testa per tutta la gara contendendosi la prima posizione. Zátopek si mise in testa a un solo giro dalla fine, ma alla sua iniziativa risposero immediatamente Chataway, Mimoun e Schade. Il campione cecoslovacco, dall'aspetto emaciato e scarno e con un'andatura caracollante, si trovò quindi in quarta posizione e sembrava ormai definitivamente escluso dal podio. Ma nei 200 metri finali Chataway, che conduceva la gara, cedette e si fece superare da Schade. A quel punto Zátopek uscì all'esterno e lottò per superare Schade, con Mimoun che lo seguiva da vicino. Batté il francese con cinque metri di vantaggio, segnando il nuovo record olimpico: 14'06'6. Dal 1912 nessuno era mai riuscito a vincere nelle stesse Olimpiadi sia i 5000 che i 10.000 metri. Ma Zátopek non aveva ancora finito di stupire. Come vuole la tradizione la maratona chiudeva il programma agonistico dei Giochi olimpici. L'atleta cecoslovacco non aveva mai corso la maratona e, dopo la vittoria nei 5000 aveva solo tre giorni per riposare. Non aveva alcuna esperienza di strategie di corsa e così adottò solo un piano molto semplice: individuare il favorito, il britannico Jim Peters, e stargli alle costole. Zátopek fu l'ombra di Peters per i primi 16 chilometri e poi prese il comando della gara. In preda ai crampi Peters abbandonò la competizione dopo 32 chilometri e il cecoslovacco corse da solo per le strade di Helsinki, con la solita figura sofferta, la fronte perennemente corrucciata in un'espressione di dolore. Zátopek completò il percorso nel miglior tempo mai registrato fino a quel tempo: 2h 23'03''2, staccando di quasi 500 metri il secondo arrivato e migliorando di più di 6 minuti il precedente record olimpico.

'Praticamente tutti sono concordi nell'affermare' scrisse l'indomani il New York Times 'che Zátopek è il più grande corridore che si sia mai visto al mondo'.

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Zatopek, Emil; Atletica leggera

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