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| 2. | Analisi statistica degli errori accidentali |
Mentre l’errore sistematico può essere individuato ed eventualmente prevenuto o ridotto, non è possibile evitare l’errore accidentale. Per ottenere un valore attendibile, quindi, che sia il più possibile vicino al valore vero della grandezza in questione, è opportuno ripetere la misura numerose volte e valutare il valore medio delle N misure effettuate. Detti x1, x2 ... xN i valori ottenuti, il valore medio della grandezza x, che si può assumere la migliore stima del valore vero cercato, è:
xm = (x1 + x2 + ... xN)/N
Lo scarto tra ogni singola misura e il valore medio prende il nome di errore o incertezza assoluta, e si scrive:
ei = |xi – xm|
dove l’indice i può assumere tutti i valori compresi tra 1 ed N e le barre verticali sono il simbolo di modulo o valore assoluto, l’operazione che rende positiva la quantità a cui viene applicata. Per valutare l’incertezza assoluta sul valore medio, si può calcolare la media degli errori assoluti:
em = (|x1 – xm|+|x2 – xm|+...+|xN – xm|)/N
In genere, al termine dell’operazione di misura, si dà una stima della grandezza x indicando il valore medio accompagnato dalla deviazione standard σ, o scarto quadratico medio:
x = xm + σ
La deviazione standard rappresenta una valutazione della dispersione dell’errore accidentale. Questo, infatti, come tutte le variabili causali, si distribuisce intorno al valore medio secondo la legge “normale”, o gaussiana, rappresentata nel piano cartesiano dalla curva di Gauss.
In alcuni casi, poi, conviene esprimere l’errore di misura non in termini assoluti, ma relativi, valutando il rapporto tra l’errore assoluto e il valore medio a cui è riferito. Pertanto, si definisce errore relativo il rapporto:
Er = ei/xm
La stessa stima, in termini percentuali, si scrive:
E% = ei/xm · 100