Alla ricerca del tempo perduto
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Alla ricerca del tempo perduto
2. Una grande cattedrale gotica

Intrecciando diversi generi narrativi (romanzo psicologico, sociologico, filosofico e romanzo di formazione), e inglobandoli tutti, l’opera offre un grandioso affresco della società francese agli inizi del Novecento nei suoi molteplici aspetti e livelli – dalle cameriere alle principesse, dal borghese all’omosessuale – ma soprattutto presenta le trasformazioni che quel mondo subisce nel corso del tempo. Inoltre La Recherche, costruita attorno a un personaggio centrale che si esprime in prima persona e corrisponde sostanzialmente all’autore, ripercorre le tappe della formazione di uno scrittore e la rivelazione della sua vocazione letteraria: il narratore, decidendo alla fine del racconto di mettersi a scrivere il romanzo che il lettore ha appena finito di leggere, chiude la struttura dell’opera in un cerchio che sembra abolire la linearità del tempo.

La Recherche affascina e insieme sconcerta per la complessità della sua struttura, che lo stesso Proust paragonò a una cattedrale gotica dove i fedeli possono imparare a poco a poco la verità e scoprire armonie nascoste. Altri hanno invece paragonato l’opera a una sinfonia, dove il ricorrere di alcuni temi (l’amore, la gelosia, la memoria, la morte) assicura unità all’insieme.

1. La strada di Swann

Il primo romanzo del ciclo è diviso in tre parti. La prima, intitolata “Combray”, si apre sull’evocazione di un mondo perduto per sempre: svegliandosi nel cuore della notte, il narratore non riconosce il luogo in cui si trova, tutte le stanze dove ha dormito riaffiorano alla memoria, in particolare quella del luogo in cui passava le vacanze da bambino, Combray, quando alla sera attendeva con ansia la madre per il bacio della buonanotte. Un evento minimo e casuale – il sapore di un biscotto madeleine inzuppato nel tè – produce in lui un piacere intenso e misterioso. Cercando di penetrarne il segreto ritrova nella memoria il gusto della madeleine che la zia Leonie gli offriva da bambino a Combray. Riaffiora così l’intero universo dell’infanzia, le care figure della nonna e della madre e le passeggiate quotidiane lungo opposti sentieri: la strada di Méséglise, dove abitava Swann con la figlia Gilberte e il musicista Vinteuil (che simboleggia il mondo della borghesia), e la strada dei Guermantes, i grandi aristocratici che allora affascinavano la fantasia dell’autore. La seconda parte del romanzo, “Un amore di Swann”, è la sola di tutta l’opera a essere scritta in terza persona: è un “romanzo nel romanzo” e narra la passione di Swann per la demi-mondaine Odette de Crécy, conosciuta a casa dei Verdurin, ricchi borghesi con pretese intellettuali, e che più tardi sarebbe diventata sua moglie. La storia di questo amore, e della feroce gelosia che lo accompagna, anticipa la tormentata passione del narratore per Albertine. La terza parte della Strada di Swann, intitolata “Nomi di paesi: il nome”, racconta, sullo sfondo di Parigi, l’infatuazione adolescenziale del narratore per Gilberte, la figlia di Swann e Odette.

2. All’ombra delle fanciulle in fiore

Romanzo degli amori dell’adolescenza, si divide in due parti: la prima si svolge a Parigi e offre riflessioni sull’amore infelice del narratore per Gilberte Swann. La seconda si svolge a Balbec, grande spiaggia alla moda in Normandia, dove il protagonista entra in contatto con il mondo dell’aristocrazia, dell’arte e della mondanità: conosce il marchese Robert de Saint-Loup, il barone Charlus (fratello del duca di Guermantes) e il pittore Elstir, e incontra anche un piccolo gruppo di “fanciulle in fiore” tra le quali Albertine, di cui si innamora.

3. I Guermantes

L’amicizia con il marchese di Saint-Loup introduce il narratore nel mondo dell’aristocrazia parigina, al quale da tempo ambiva e che ora viene da lui osservato con sguardo insieme affascinato e ironico, ma che finisce per deluderlo. In quell’ambiente, l’affare Dreyfus è un importante argomento di discussione e Proust (che fu un ardente sostenitore della causa di Dreyfus) mette sulla bocca dei suoi personaggi frasi che ne rivelano la sprezzante meschinità. Ma l’esplorazione dell’alta società viene interrotta dalla morte dell’amatissima nonna del narratore.

4. Sodoma e Gomorra

La prima parte del romanzo è dominata dal personaggio del barone Charlus e dalla sua omosessualità, che adombra quella dello stesso Proust. La seconda parte torna a raccontare le frequentazioni mondane del narratore nei salotti dei Guermantes e dei Verdurin, ma soprattutto rievoca la nascita della passione per Albertine. Un secondo soggiorno a Balbec, dove il narratore era stato in precedenza con la nonna, ne ravviva il ricordo e offre lo spunto per una serie di riflessioni sul tempo e sul lutto. Sempre a Balbec il narratore scopre l’esistenza degli amori saffici, ai quali Albertine non sembra indifferente, suscitando la gelosia del protagonista che perciò decide di riportare la ragazza con sé a Parigi.

5. La prigioniera

Si svolge nell’appartamento parigino dove il narratore vive con Albertine, tenuta come “prigioniera”, ed è interamente dedicato all’analisi psicologica della passione amorosa. La morbosa gelosia, i sospetti, i timori del narratore sono ravvivati dalle menzogne di Albertine, che lascia intendere, senza mai ammetterlo, di avere amicizie intime femminili. La decisione di lasciarla non diminuisce la sofferenza, che anzi viene amplificata dalla fuga della ragazza.

6. La fuggitiva

Qui sono rievocati i tentativi del narratore di ritrovare Albertine, con l’aiuto dell’amico Saint-Loup. La notizia della morte accidentale della ragazza accresce la gelosia del protagonista, il quale si rende conto che la sofferenza si potrà dissipare solo dopo averla vissuta fino in fondo. Tenta allora un progressivo “ritorno all’indifferenza”, la cui prima tappa gli fa ritrovare Gilberte Swann, mentre un soggiorno a Venezia suscita impressioni analoghe a quelle di Combray, ma la “guarigione” interviene solo quando il narratore ottiene la certezza delle tendenze omosessuali di Albertine. Ma presto si manifesta anche l’omosessualità dell’amico Saint-Loup.

7. Il tempo ritrovato

È l’ultimo romanzo del ciclo e quello che ne chiarisce la struttura e il significato. Il narratore è a Tasonville, vicino a Combray, in compagnia di Gilberte Swann, che ha sposato Saint-Loup: i tormenti del passato si sono assopiti e, ripercorrendo i sentieri delle passeggiate infantili, si accorge che le due strade, quella di Swann e quella dei Guermantes, si sono riunite. Anzi, forse in realtà non erano mai state così divergenti come invece gli era parso da bambino. Rientrato a Parigi dopo la prima guerra mondiale, nella quale è morto Saint-Loup, il narratore incontra nuovamente i vecchi amici, ma si ritrova in una società profondamente trasformata dal conflitto. Invitato a un ricevimento in casa della principessa di Guermantes scopre che la sua ospite altri non è se non Madame Verdurin che, rimasta vedova, si era subito risposata.