| Decameron | Articolo | ||||
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| 4. | Il realismo dei contenuti |
Nobili e mercanti, re e banchieri, artigiani e prelati, femmine spregiudicate e mogli fedeli: i protagonisti delle cento novelle appartengono a una grande varietà di ceti sociali, così come numerosi sono i luoghi che fanno da sfondo ai racconti – Firenze, Napoli, la Francia, l’Oriente. Tuttavia, la maggior parte delle vicende si svolge nell’ambiente che Boccaccio conosceva meglio e al quale apparteneva, ossia il mondo della ricca borghesia fiorentina trecentesca, che costituiva anche lo scenario ideale entro il quale celebrare l’intelligenza e le qualità dell’individuo.
L’esaltazione dell’Ingegno umano, infatti, è uno dei temi principali delle storie del Decameron, insieme alla Fortuna, alla Natura e all’Amore, considerato anche nei suoi aspetti più licenziosi. Totalmente assenti sono invece gli elementi magici e gli interventi soprannaturali. Interessato a cogliere ogni aspetto della realtà, ma libero da qualsiasi atteggiamento moralistico, Boccaccio osserva e descrive la società che lo circonda con occhio laico e imparziale. In questo modo, lo scrittore nel Decameron anticipa la concezione dell’uomo e dell’universo che si affermerà con l’umanesimo quattrocentesco, quando alla fede nell’intervento della grazia divina subentrerà la consapevolezza dell’uomo di essere artefice del proprio destino.