| Decameron | Articolo | ||||
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| 2. | La cornice narrativa |
Il Decameron è costituito da cento novelle, inserite entro una cornice narrativa che spiega il pretesto e la struttura dell’opera: dopo un proemio dedicato alle donne, l’autore immagina che durante una terribile epidemia di peste – il morbo che effettivamente devastò Firenze nel 1348 – tre giovani uomini e sette fanciulle si incontrino per caso nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze e decidano, per sfuggire al contagio e alla terrificante atmosfera di morte che incombe sulla città, di rifugiarsi in una villa in campagna, dove trascorrere piacevolmente il tempo tra canti, balli e novelle.
Ogni giorno, per dieci giorni (da cui il titolo grecizzante del Decameron, che significa appunto “dieci giorni”), ciascun ospite racconta a turno una storia sulla base di un argomento obbligato – a eccezione della I e della IX giornata che sono a tema libero – proposto di volta in volta da uno dei partecipanti, nominato re o regina della giornata. Ciascuna giornata si conclude con una canzone intonata da un componente della compagnia.
I narratori hanno nomi allusivi, già presenti in altre opere di Boccaccio o comunque derivati dalla tradizione letteraria: Pampinea, la rigogliosa; Filomena, l’amata; Neifile, la giovane innamorata; Fiammetta, l’ardente (che è anche il nome della donna amata da Boccaccio); Elissa, che ama non ricambiata; Lauretta, nome della donna amata da Petrarca; Emilia, la lusinghiera; Panfilo, l’amante fortunato; Filostrato, l’innamorato infelice; Dioneo, il lussurioso.