| Avanguardia (arte) | Articolo | ||||
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| 2. | Presupposti estetici e teorici |
I movimenti avanguardisti, nelle arti figurative come pure nella letteratura, nel teatro, nella musica e nel cinema, si accomunano per alcuni presupposti d’ordine teorico. Innanzitutto, la loro azione mira a proporre forme d’espressione inedite, adottando strategie d’intervento che subordinano la dissacrazione e la distruzione a un progetto ideologico. L’avanguardia attribuisce all’arte uno scopo, un fine ultimo, che verrebbe raggiunto attraverso una continua ridefinizione della propria stessa natura. Questa posizione teorica trova la sua origine nell’idealismo tedesco e si accompagna all’utopia di una possibile estetizzazione della realtà, poiché il nuovo artista “esprime non l’illusione, ma la realtà reale” (Malevič).
Auspicando una piena compenetrazione tra arte e vita, gran parte delle avanguardie storiche (soprattutto costruttivismo e futurismo) guardarono con fiducia al progresso tecnico, considerato parallelo a quello sociale e artistico. Grazie alle innovazioni tecniche, la modernità rendeva infatti possibile una nuova percezione del mondo e partecipava così, ad esempio, della nascita dell’astrazione pittorica.
Infine, alcuni movimenti artistici d’avanguardia (in primo luogo quelli russi, dal costruttivismo al suprematismo) stabilirono un legame tra programma artistico e rivoluzione sociale, proponendosi di cooperare alla trasformazione dell’umanità.