| Trova nell'articolo | Psicologia dell’Io | Articolo |
Psicologia dell’Io Orientamento della psicoanalisi che accorda all’Io una posizione autonoma rispetto all’Es e che sottolinea la centralità delle funzioni cognitive dell’Io nel processo di adattamento dell’individuo all’ambiente e nella conoscenza della realtà esterna.
Anna Freud, nell’opera L’Io e i meccanismi di difesa, sottolineando il ruolo delle difese dell’Io, anticipa lo spostamento, operato dagli psicologi dell’Io, dall’interesse per il conflitto tra Io, Es e Super-Io al rapporto dell’intera personalità con la realtà esterna.
Il principale esponente della psicologia dell’Io è lo statunitense di origine austriaca Heinz Hartmann (1894-1970), il quale, sostenendo che l’importanza dell’Io non è limitata alle sue operazioni difensive, elabora il concetto di un Io autonomo, dotato di sue specifiche funzioni. A causa del bisogno di realizzarsi nel mondo reale, l’Io sviluppa interessi propri, che non sono subordinati all’Es e al Super-Io, ma appartengono alla sua stessa sfera e, poiché agisce sulla base del principio di realtà, i suoi interessi sono liberi dai conflitti con l’Es.
Le funzioni autonome dell’Io sono presenti dalla nascita e sono rappresentate, tra le altre, dal pensiero, dall’apprendimento, dalla percezione, dal controllo motorio e dal linguaggio. Secondo Hartmann non tutte le conquiste dell’Io derivano dalla risoluzione di un conflitto con l’Es. Molte di queste possono essere valutate come la realizzazione di un Io autonomo e indipendente, che possiede motivazioni e desideri propri. Hartmann, diversamente da Sigmund Freud, il quale riteneva che l’Io e il Super-Io si sviluppano dall’Es, da cui derivano la loro energia, sostiene che l’Io non ha origine dall’Es, ma da una matrice indistinta da cui hanno origine sia l’Es sia l’Io.
Gli statunitensi David Rapaport (1911-1960) e Edith Jacobson (1897-1978) hanno sviluppato il pensiero di Hartmann, approfondendo ulteriormente alcuni dei suoi contributi; il primo tentò di arricchire il punto di vista della psicologia dell’Io con la teoria generale dei sistemi del biologo Ludwig von Bertalanffy (1901-1972); la seconda si propose di approfondire e chiarire le confusioni terminologiche, dovute all’uso ambiguo del termine “Io” nell’opera di Sigmund Freud.
I temi riguardanti l’evoluzione dell’individuo sono stati affrontati in questa prospettiva in particolare da Erik Erikson che ne ha sottolineato la dimensione psicosociale. Lo sviluppo dell’individuo è influenzato non solo dal suo passato e dal suo presente, ma anche dal passato e dal presente della società. Inoltre, Erikson esclude che lo sviluppo dell’individuo si completi durante l’infanzia: l’evoluzione della personalità è un processo che dura tutta la vita e che ha come meta la formazione di un’identità che dia coerenza alla personalità.