Malattie neurodegenerative
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Malattie neurodegenerative
2. Classificazione delle malattie neurodegenerative

L’origine incerta, il coinvolgimento di determinati gruppi di neuroni e la coincidenza di alcune manifestazioni cliniche in malattie neurodegenerative diverse, ha sempre reso difficoltosa la classificazione di queste patologie, che è stata più volte rivisitata.

Considerando come unico criterio classificativo la principale localizzazione delle lesioni nel sistema nervoso, è possibile distinguere forme che interessano la corteccia cerebrale, i gangli della base, oppure i neuroni motori, e ancora forme che colpiscono il midollo spinale e il cervelletto, queste ultime denominate genericamente degenerazioni spinocerebellari.

1. Patologie della corteccia cerebrale

Malattie che interessano la corteccia sono il morbo di Alzheimer e la malattia di Pick. Il morbo di Alzheimer, che si evidenzia clinicamente dai cinquanta ai sessantacinque anni, è caratterizzato da atrofia diffusa della corteccia e della regione sottocorticale e dall’ingrandimento dei solchi e dei ventricoli cerebrali; associata a rilievi istologici quali la presenza di placche senili e di ammassi neurofibrillari. La malattia di Pick prende il nome dal neuropsichiatra austriaco Arnold Pick, che la descrisse alla fine del XIX secolo; meno frequente dell’Alzheimer, interessa la stessa fascia di età, preferendo percentualmente il sesso femminile. Viene distinta dalla precedente perché l’atrofia corticale interessa prevalentemente le regioni frontali e temporali; nei preparati istologici ottenuti dalla corteccia cerebrale, si evidenziano tipiche formazioni citoplasmatiche rotondeggianti, dette corpi di Pick.

2. Patologie dei gangli della base

Questo gruppo comprende malattie degenerative che colpiscono i gangli della base (nuclei di sostanza grigia posti al di sotto della corteccia cerebrale, come il nucleo caudato e il putamen): tali formazioni encefaliche svolgono un ruolo estremamente importante nei meccanismi di controllo dei movimenti del corpo e degli arti. Tra queste patologie, vi sono la còrea di Huntington e il morbo di Parkinson. La còrea di Huntington, la cui comparsa avviene generalmente tra i trenta e i cinquant’anni, viene trasmessa con carattere autosomico dominante (il difetto genetico è localizzato sul cromosoma 4), e si manifesta clinicamente con la comparsa di movimenti apparentemente incongruenti (movimenti coreiformi) che, limitati inizialmente a un distretto corporeo, si estendono agli arti, rendendo difficoltosa anche la stazione eretta e la deambulazione. L’esame microscopico mette in evidenza un’atrofia dei lobi frontali, dei nuclei putamen e caudato e una dilatazione dei ventricoli laterali. L’evoluzione della malattia porta al decesso mediamente dopo quindici anni dall’insorgenza. Il morbo di Parkinson (o parkinsonismo), che si manifesta generalmente dopo i cinquant’anni di età, è caratterizzato dalla comparsa di disturbi motori; caratteristici sono il tremore, la rigidità e l’andatura a piccoli passi, a cui si associa la scomparsa dei movimenti mimici del volto, a causa del coinvolgimento dei cosiddetti muscoli facciali. L’esame istologico evidenzia una degenerazione dei neuroni che utilizzano il neurotrasmettitore dopamina, con un prevalente interessamento del nucleo putamen.

3. Patologie dei neuroni motori (motoneuroni)

Malattie degenerative dei motoneuroni, strutture che situate nella corteccia e nelle corna anteriori del midollo spinale innervano le fibre dei muscoli striati (motoneuroni alfa), sono la sclerosi laterale amiotrofica e la malattia di Werdnig-Hoffmann. La sclerosi laterale amiotrofica, che colpisce più frequentemente i soggetti con età compresa tra i trenta e i cinquant’anni, interessa i neuroni motori localizzati sia nella corteccia cerebrale sia nel midollo spinale. Si evidenzia clinicamente con la comparsa di atrofia e paralisi della muscolatura degli arti, dei muscoli innervati dai nervi cranici e dei muscoli respiratori. La malattia ha un decorso rapido e può portare al decesso in un periodo di tempo inferiore ai tre anni. La malattia Werdnig-Hoffmann viene trasmessa con carattere autosomico recessivo, si manifesta nei primi mesi di vita e ha un decorso inevitabilmente fatale. Clinicamente si osserva un’assenza della motilità spontanea della testa e degli arti che, sollevando il paziente, pendono flaccidi. Il quadro istologico evidenzia la perdita dei motoneuroni dei nervi cranici bulbari e la degenerazione delle cellule delle corna anteriori del midollo spinale. Il decesso avviene generalmente entro il primo anno di vita per il sopraggiungere di un’insufficienza respiratoria.

4. Degenerazioni spinocerebellari

Tra le atassie spinocerebellari, particolarmente rilevante è la malattia di Friedreich. Questa, trasmessa con carattere autosomico recessivo, si manifesta generalmente prima dei vent’anni con la comparsa di disturbi nella coordinazione, perdita della sensibilità tattile e comparsa di una caratteristica disartria (cioè di un’anomala pronuncia delle parole). L’esame microscopico evidenzia un assottigliamento del midollo spinale conseguente alla perdita delle fibre nervose dei cordoni posteriori e dei fasci spinocerebellari. L’evoluzione della malattia avviene nell’arco di quindici anni e porta alla completa paralisi.