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Bouteflika, Abdelaziz

Bouteflika, Abdelaziz (Oujda, Marocco 1935), uomo politico algerino, presidente dell’Algeria (dal 1999). Giovane membro della Resistenza algerina al regime coloniale francese, nel 1965 si schierò con Houari Boumedienne nel colpo di stato che rovesciò Ahmed Ben Bella. Diventato ministro degli Esteri, conservò la carica per sedici anni e fu tra i maggiori protagonisti della politica estera algerina, rivolta al rafforzamento del movimento dei paesi non allineati e allo sviluppo di un nuovo dialogo fra il Terzo Mondo e i paesi industrializzati. Mancato nel 1978 l’obiettivo di succedere a Boumedienne alla massima carica del paese (assunta da Chadli Bendjedid, il più anziano tra i generali), Bouteflika abbandonò la scena politica e nel 1981, accusato di corruzione, lasciò il paese.

Nel 1987, prosciolto dalle accuse, rientrò dall’esilio. Nel 1992, dopo la proclamazione dello stato d’emergenza, rifiutò la presidenza offertagli dall’esercito, non condividendone la linea adottata per contrastare l’offensiva terroristica del Fronte islamico di salvezza (FIS). Nel 1998, all’apice della guerra civile, esortato da tutto l’establishment politico e militare decise infine di candidarsi alla presidenza del paese, che si aggiudicò nell’aprile 1999 in elezioni boicottate dalle opposizioni e largamente disertate dagli algerini.

Bouteflika sostenne una politica di riconciliazione nazionale tesa a porre fine al tragico conflitto civile che in dieci anni aveva causato più di centomila vittime. Le trattative avviate con la leadership del FIS condussero all’elaborazione di un progetto di legge volto a concedere un’amnistia ai membri dei gruppi islamici disposti a deporre le armi. La legge, detta di “concordia nazionale”, fu approvata dal Parlamento nel luglio 1999 e confermata a settembre, tra molte proteste, da un referendum popolare.

Forte di questo risultato, Bouteflika cercò poi di affrontare, attirando investimenti stranieri, la grave crisi economica del paese, tra le principali cause della rivolta esplosa tra i berberi della Cabilia nella primavera del 2001. Perseguì quindi una strategia diplomatica rivolta a migliorare le relazioni con gli Stati Uniti e con i paesi dell’Unione Europea. Nel marzo 2003 accolse ad Algeri Jacques Chirac, per la prima visita di un capo di stato francese dall’indipendenza del paese.

Nel 2004, aggiudicandosi l’83% dei voti, Bouteflika batté il candidato del Fronte di liberazione nazionale (FLN) riconquistando la presidenza algerina. I contrasti con il FLN si ricomposero tuttavia nel 2005, quando Bouteflika venne eletto alla presidenza del partito. Nel settembre dello stesso anno promosse il referendum sulla “Carta per la pace e la riconciliazione”, una legge rivolta a chiudere definitivamente il capitolo della guerra civile.