Inquinamento elettromagnetico
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Inquinamento elettromagnetico
3. Effetti sui sistemi viventi

Le onde dei due intervalli di frequenze specificati hanno effetti diversi sui sistemi viventi. Per il primo – quello delle basse frequenze, ELF – sono stati compiuti studi scientifici che permettono di fare considerazioni piuttosto precise a riguardo; per il secondo, delle RF, mancano risultati scientifici attendibili.

Gli studi condotti sugli effetti prodotti dalle onde a basse frequenze (ELF) sugli organismi viventi sono sia di carattere epidemiologico che di laboratorio. I risultati, riconosciuti anche dall’Istituto superiore di sanità, sembrerebbero confermare il sospetto che esista una qualche correlazione tra la vicinanza a sorgenti di onde elettromagnetiche a bassa frequenza e l’insorgenza di alcune forme di tumore, come la leucemia infantile. Per quanto riguarda i risultati degli studi di laboratorio, inoltre, sembrerebbe che tali radiazioni, somministrate a un’intensità di almeno 1 decimo di microtesla (0,1 mT), condizionino le funzioni delle cellule e favoriscano la proliferazione cellulare.

Per quanto riguarda le radiofrequenze, la situazione è meno chiara: non si conoscono gli effetti di un’esposizione prolungata. Va comunque operata una distinzione tra le due principali sorgenti di onde a radiofrequenza: gli impianti per la telefonia cellulare e quelli per la diffusione radiofonica. I primi sono antenne altamente direzionali e a bassa potenza; per quanto siano molto numerosi sul territorio, sembrano incidere poco sul fondo naturalmente presente nell’ambiente. I secondi, invece, irradiano con potenze di gran lunga maggiori (dell’ordine delle centinaia di kiloWatt) e potrebbero risultare più dannose. Quanto ai telefoni cellulari, sembra che le loro emissioni producano un riscaldamento dei tessuti biologici, che a lungo andare potrebbe risultare nocivo.