Inquinamento elettromagnetico
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Inquinamento elettromagnetico
4. Normative

In Italia, il 14 febbraio 2001 è entrata in vigore la legge sull’elettrosmog. In accordo con le normative della Comunità Europea del 1999, la legge conferma i limiti di intensità indicati nel precedente decreto ministeriale (n.381/98) e riporta la mappa dei siti non a norma distribuiti sul suolo nazionale. Tali limiti sono, per i campi di bassa frequenza (ELF, 50 Hz), di 5 KV/m per il campo elettrico e di 0,1 mT per il campo magnetico; in termini di distanza dalle fonti emissive, la legge raccomanda che non vengano costruiti edifici abitativi a meno di 10 m da linee con potenza inferiore a 150 KV, a meno di 18 m da linee a 220 KV e a meno di 28 m da linee a 380 KV.

Per quanto riguarda le alte frequenze (RF), per le quali non si conoscono ancora con certezza gli effetti sulla salute, sono stati fissati dei limiti a scopo cautelativo: per le onde di frequenza comprese tra 0,1 e 3 MHz, un’intensità di 60 V/m (volt/metro) per il campo elettrico e di 0,2 A/m (ampere/metro) per il campo magnetico; di 20 V/m e 0,05 A/m per le frequenze comprese tra 3 e 3000 MHz e, infine, di 40 V/m e 0,1 A/m per le frequenze comprese tra 3 e 300 GHz.