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| 3. | Gerziano |
Con il Gerziano (3600-3100 ca. a.C.) la civiltà agricola si consolidò, grazie ai progressi nell’irrigazione. A causa del continuo avanzamento del deserto, i centri di innovazione tecnica (nacque in questo momento la zappa) e culturali si spostarono nel Basso Egitto, attorno a el-Gerzeh, il sito che dà il nome al periodo. I villaggi acquistarono sempre maggiore importanza e si affermò una forma di urbanesimo. Rinvenimenti archeologici a el-Amrah hanno riportato alla luce un complesso di abitazioni del Gerziano in cui si riconosce in nuce la struttura del centro cultuale egizio, con palazzi e necropoli.
La ricchezza dei corredi tombali testimonia uno sviluppo delle pratiche funerarie e un’articolazione delle credenze religiose inediti.
Il taglio della selce, già affermatosi nel Neolitico, raggiunse una perfezione ineguagliata (esemplari sono le lame montate su manici di avorio scolpito rinvenute a Gebel el-Arak). Il vasellame con manici appare decorato con elaborati motivi in ocra rossa, ispirati alla fauna e alla flora del Nilo.
Questo generale processo evolutivo presuppone l’affermazione di un potere centrale in grado di coordinare la produzione agricola e difendere gli insediamenti e le vie di commercio. Al contempo attesta l’esistenza di un sistema sociale in cui, oltre al ceto dei contadini, si fa strada un artigianato professionale e specializzato in settori differenti (vasai, intagliatori, scultori di avorio).
Vedi anche Arte egizia.