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Franklin, Rosalind

Franklin, Rosalind (Londra 1920–1958), chimica britannica. Dopo la laurea in chimica, ottenuta nel 1942 presso l’Università di Cambridge, assunse l’incarico di chimica-fisica alla British Coal Utilization Research Association; brillante ricercatrice, portò contributi originali alla comprensione della struttura della grafite e di altri composti del carbonio.

Una breve esperienza a Parigi, tra il 1947 e il 1950, la avvicinò alla tecnica della diffrazione a raggi X che ebbe modo di applicare in seguito quando, nel 1951, iniziò a lavorare al King’s College di Londra nel team del biofisico britannico John Turton Randall; qui, con Maurice Hugh Frederick Wilkins, avviò studi che risultarono cruciali per la determinazione della struttura molecolare del DNA. Nel 1952 si era già identificata nel DNA la sede del patrimonio genetico, ma non erano ancora stati chiariti i meccanismi molecolari della trasmissione dell’informazione ereditaria e la struttura tridimensionale della molecola. Su questi aspetti si focalizzarono le ricerche della Franklin per incarico dello stesso Randall; contemporaneamente, vi lavoravano anche il biologo statunitense James Dewey Watson e il biofisico britannico Francis Harry Compton Crick nel laboratorio Cavendish dell’Università di Cambridge.

Mediante l’uso della cristallografia, la Franklin scoprì che nel DNA le molecole di fosfato e dello zucchero desossiribosio costituiscono una struttura portante e formano due catene poste all’esterno della molecola stessa; ma il suo risultato più rilevante fu quello dell’identificazione della struttura tridimensionale elicoidale di questo acido nucleico. La scoperta, in realtà, non fu mai riconosciuta alla Franklin; la sua paternità fu invece attribuita al team di Cambridge, che fu insignito del premio Nobel per la medicina o la fisiologia nel 1962, insieme a Wilkins. Sembra che Watson abbia potuto visionare alcune lastre cristallografiche della Franklin durante una sua visita all’amico Wilkins, che lavorava con la ricercatrice; probabilmente ebbe modo di comprendere cruciali dettagli che permisero lo sviluppo degli studi al laboratorio Cavendish e, nel febbraio 1953, la pubblicazione sulla rivista “Nature” di un articolo rimasto famoso in cui Watson e Crick esponevano il loro modello della “doppia elica”.

La Franklin in seguito scrisse numerosi articoli a sostegno dei due scienziati, non rivendicando mai il ruolo delle sue stesse scoperte; la scienziata morì prematuramente di cancro all’età di 38 anni.