Fibre minerali
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Fibre minerali
2. Principali tipi e utilizzi

Le fibre minerali possono essere naturali o sintetiche. Sono fibre minerali naturali l’amianto (di cui esistono vari tipi), la fluoroedenite, la wollastonite (appartenente al gruppo dei pirosseni), la zeolite, la sepiolite e l’attapulgite; sono fibre minerali sintetiche le cosiddette “lane”, come la lana di vetro e la lana di roccia, le fibre ceramiche, le fibre amorfe di allumina e le cosiddette MMIF (Man Made Inorganic Fiber) come la fibra di carbonio.

Molte fibre minerali trovano applicazione come materiali isolanti (termici e acustici), in sostituzione dell’amianto che in Italia è stato messo al bando nel 1992: ad esempio, le lane di vetro e di roccia e la woollastonite sono attualmente presenti nelle costruzioni edili, in navi e treni, in pannelli fonoassorbenti e porte antincendio, in strutture in fibrocemento e così via.

Le fibre ceramiche trovano impiego nella produzione di pannelli e guaine coibenti resistenti alle alte temperature, utilizzate ad esempio in macchinari industriali e strumentazioni elettroniche. L’attapulgite entra nei processi di lavorazione di molti prodotti industriali, dai cosmetici ai pesticidi, dalle vernici agli adesivi.

La sepiolite (o “schiuma di mare”) è nota soprattutto come materiale per la realizzazione di pipe, ma è applicata anche nella pulizia di rivestimenti edilizi in pietra e in marmo. Ha elevate proprietà assorbenti e pertanto è usata anche in officine e fabbriche per asciugare versamenti di oli e altri liquidi.

Le fibre di carbonio sono impiegate per realizzare articoli sportivi, tessuti isolanti e dispositivi frenanti con elevata resistenza al surriscaldamento, destinati a ferrovie ad alta velocità e aerei.