Stedelijk Museum, Amsterdam
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Stedelijk Museum, Amsterdam
3. Le collezioni

Costituito attorno al lascito di Sophia Augusta de Bruyn – eterogenea collezione di antichità, monete, gioielli, argenti e oggetti curiosi –, lo Stedelijk Museum fu organizzato inizialmente in sale tematiche, dedicate ciascuna a un tipo di manufatto artistico e a un periodo storico: si passava dagli stendardi delle milizie cittadine a raccolte di strumenti medici e farmaceutici. Tra il 1920 e il 1940 gran parte di queste collezioni fu spostata in altre sedi e, a partire dagli anni Settanta, il percorso museale fu esclusivamente riservato all’arte contemporanea.

Tra i maggiori eventi che videro lo Stedelijk al centro dell’attenzione internazionale figurano la grande mostra del 1898 dedicata a Rembrandt, per la quale venne esposta la celebre Ronda di notte (conservata al Rijksmuseum), e la mostra “Cento anni di arte francese” tenuta nel 1938. Dal 1930 al 1972 il museo ospitò l’importante Collezione Van Gogh, trasferita nel 1972 nel nuovo Van Gogh Museum, con sede in un edificio adiacente.

Il patrimonio artistico dello Stedelijk Museum comprende fondamentali opere del gruppo Cobra (arricchite nel 1986 da Lucebert, esponente di primo piano del movimento) e dell’espressionismo tedesco (Vasilij Kandinskij, Due case, 1909; Ernst Ludwig Kirchner, Nudo dietro la tenda - Fränzi, 1910), il fondo Kazimir Malevič (Composizione suprematista, 1914-1916), un consistente numero di lavori del movimento De Stijl, a firma di Piet Mondrian (Composizione con due linee, 1931), Theo van Doesburg, Bart van der Leck (Composizione, 1918-1920), Gerrit Rietveld. Tra i nomi più importanti della scultura spiccano Henry Moore e Ossip Zadkine.

La pittura europea e statunitense degli anni Sessanta e Settanta è rappresentata da opere di Jean Dubuffet, Jean Tinguely, Willem de Kooning (Singing Women, 1966), dalle creazioni della Pop Art (di Edward Kienholz, Andy Warhol, Claes Oldenburg), dalle tele del Color-field Painting (Barnett Newman) e di altre correnti dell’espressionismo astratto (Robert Rauschenberg). Dal 1980 è allestita una sala dedicata alla Video Art, in cui sono esposti lavori di Nam June Paik, Bill Viola, Bruce Nauman (Seven Figures, 1985).

Agli ultimi due decenni del Novecento risalgono i dipinti e le sculture dell’Arte povera, realizzate da artisti come Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Mario Merz (Dal miele alle ceneri, 1984), Giuseppe Penone, Jannis Kounellis; le tele di esponenti della Transavanguardia italiana come Enzo Cucchi, Sandro Chia, Nicola De Maria; le opere dei tedeschi Anselm Kiefer (Spazio interiore, 1981), Georg Baselitz (Dipinto con le dita - Nudo, 1972), Markus Lüpertz, A.R. Penck; i lavori minimalisti di Carl Andre, Donald Judd, Frank Stella; le sculture di Siah Armajani, Tony Cragg, Richard Deacon, Jeff Koons (Ushering in Banality, 1988), Peer Veneman; le opere concettuali di Gilbert & George.