| Trova nell'articolo | Saro-Wiwa, Ken | Articolo |
Saro-Wiwa, Ken (Bori 1941 - Port Harcourt 1995) scrittore e attivista politico nigeriano. Laureatosi nel 1965 presso l’Università di Ibadan, insegnò per un breve periodo prima di entrare nell’esercito nigeriano durante la guerra del Biafra. Tra il 1970 e il 1973 fu funzionario statale, iniziando nel contempo a coltivare la sua passione per la scrittura; dal 1972 scrisse racconti per quotidiani e riviste, e commedie destinate alla diffusione radiofonica. La popolarità dello scrittore si accrebbe nel decennio successivo con la serie televisiva Basi and Company, una satira sul materialismo e sulla corruzione, che fu soppressa nel 1992 dal regime militare. Nel 1985 Saro-Wiwa aprì una propria casa editrice e pubblicò il suo primo romanzo, Sozaboy (cioè “soldier boy” nel pidgin-english parlato in Nigeria), ispirato alla sua esperienza giovanile nella guerra del Biafra, e una raccolta di poesie, Songs in a Time of War (Ballate in tempo di guerra), entrambi di tono pacifista.
Alla fine degli anni Ottanta rivolse il suo interesse ai temi umanitari ed ecologici e creò il Movimento per la sopravvivenza del popolo ogoni, prendendo le difese di una minoranza etnica che aveva visto il suo territorio devastato dall’intenso sfruttamento petrolifero. Tra il 1991 e il 1992 pubblicò Nigeria, the Brink of Disaster (Nigeria, l’orlo del disastro) e Genocide in Nigeria: the Ogony Tragedy (Genocidio in Nigeria: la tragedia degli ogoni). Nel 1994 venne arrestato dalla polizia di Sani Abacha e sottoposto a tortura; molti suoi sostenitori vennero uccisi o posti a loro volta agli arresti. Accusato di omicidio, venne sbrigativamente condannato a morte e impiccato nel novembre 1995 insieme a otto membri del movimento, nonostante una vasta protesta internazionale.
La sua esecuzione, condannata in tutto il mondo da governi e organizzazioni umanitarie, causò un forte isolamento economico e diplomatico della Nigeria, dal quale emerse solo nel 1999 dopo la fine del regime militare e l’elezione di Olusegun Obasanjo alla presidenza del paese.