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Sindrome alcolica fetale

Sindrome alcolica fetale o FAS Condizione patologica che si instaura nel neonato a causa della sua esposizione a forti dosi di alcol etilico durante la gravidanza. Detta anche fetopatia alcolica, in Italia ha un’incidenza di 1-3 su 1000 neonati. Il termine “sindrome” indica la presenza nel bambino di varie alterazioni, di gravità variabile, e si riferisce quindi a un quadro clinico in cui diverse funzioni dell’organismo vengono colpite; le alterazioni più caratteristiche riguardano il volto e il cranio, ritardi dell’accrescimento e danni al cervello.

L’effetto tossico dell’alcol etilico è legato al fatto che, provocando un restringimento dei vasi sanguigni, esso determina un minore apporto di ossigeno e nutrienti all’organismo in fase di sviluppo. I danni che ne conseguono sono permanenti e determinano difetti della vista e dell’udito, disturbi dell’attenzione, della memoria e dell’apprendimento, ritardo mentale; possono derivarne difficoltà nel percorso scolastico e nella relazione con i coetanei.

La sindrome alcolica fetale fu individuata nel 1968 a Nantes, in Francia, ma non fu immediatamente oggetto di ricerche approfondite; di recente ha suscitato un nuovo interesse, e stimolato indagini epidemiologiche e campagne di prevenzione.

In effetti, l’unica possibile prevenzione consiste nella totale astensione dall’alcol da parte della madre durante la gravidanza; il contatto del feto con quantità di alcol limitate, seppure non dia luogo alla vera e propria sindrome alcolica fetale, può determinare comunque disordini neurologici e disturbi comportamentali e dell’apprendimento (ARND, Alcohol-Related Neurodevelopmental Disorder).