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Alessandri Rodríguez, Jorge

Alessandri Rodríguez, Jorge (Santiago 1896–1986), industriale e uomo politico cileno, presidente del Cile (1958-1964). Figlio di Arturo Alessandri Palma, studiò ingegneria all’Università del Cile, dove poi esercitò la docenza per alcuni anni. Nel 1926 fu eletto deputato e iniziò a ricoprire ruoli di primo piano in diverse istituzioni pubbliche cilene: fu presidente della Cassa del credito ipotecario, della Compagnia manifatturiera della carta e del cartone e della Confederazione della produzione e del commercio.

Nel 1947 fu nominato ministro delle Finanze nel governo di Gabriel González Videla, eletto senatore nel collegio di Santiago (1956) e scelto come candidato alla presidenza per la coalizione dei partiti di destra. Alle elezioni del 1958 sconfisse il candidato socialista, Salvador Allende, con uno stretto margine.

Il suo governo, appoggiato dai conservatori, dai liberali e dai radicali, adottò severe misure per stabilizzare l’economia e bloccare l’inflazione; favorì l’entrata del Cile nell’Associazione latinoamericana di libero scambio; promulgò la riforma agraria e la riforma tributaria. In politica estera ebbe duri contrasti con Argentina e Bolivia per questioni di confine. Nel 1964, in accordo con l’Organizzazione degli stati americani, ruppe le relazioni diplomatiche con Cuba. Nel medesimo anno, giunto alla fine del suo mandato, lasciò la guida del paese a Eduardo Frei Montalva.

Candidatosi nuovamente nel 1970, fu sconfitto da Salvador Allende; tre anni dopo Alessandri appoggiò il colpo di stato di Augusto Pinochet, ottenendo la nomina a presidente del Consiglio di Stato, carica che mantenne fino al 1980.