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García Moreno, Gabriel

García Moreno, Gabriel (Guayaquil 1821 – Quito 1875), uomo politico ecuadoriano, presidente dell’Ecuador (1861-1865; 1869-1875). Dopo gli studi di diritto, effettuati a Quito e a Parigi, divenne rettore dell’Università di Quito (1856-1857).

Nel 1859 fu tra gli attivisti della rivolta conservatrice che portò alla caduta del presidente Francisco Robles e alla costituzione di un triumvirato composto dallo stesso Moreno, da Patricio Chiriboga e da Jerónimo Carrión. Il triumvirato governò il paese fino al 1861, anno in cui Moreno venne eletto alla presidenza della Repubblica.

Nonostante la promulgazione di una nuova Costituzione che istituiva il suffragio universale, Moreno governò da subito con poteri dittatoriali per poter realizzare il suo programma, improntato a un severo e rigido clericalismo. Uomo di profonde convinzioni religiose, si adoperò per trasformare l’Ecuador in uno stato teocratico; a tal fine soppresse la libertà di stampa e promosse una riforma del codice penale che prevedeva l’istituzione di tribunali ecclesiastici. Nel 1863 firmò un concordato con il Vaticano, secondo il quale il controllo dell’educazione, dell’insegnamento nonché l’evangelizzazione delle popolazioni indigene erano affidati esclusivamente alle congregazioni cattoliche.

Nel 1869 promulgò una nuova Costituzione centralista che garantiva la nazionalità ecuadoriana solo ai cattolici; nello stesso anno dovette far fronte a una rivolta liberale, che riuscì tuttavia a domare. Morì assassinato nel 1875, dopo essere stato rieletto per il terzo mandato presidenziale.