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Ferro, Turi

Ferro, Turi (Catania 1921-2001), attore italiano. Esordì nel teatro con la compagnia Anselmi-Abbruzzo, e nel 1953 come capocomico mise in scena Il berretto a sonagli di Pirandello. Nel 1957 costituì l’Ente Teatro di Sicilia, divenuto l’anno successivo Teatro Stabile di Catania, che abbandonò polemicamente oltre quarant’anni dopo nel 1999. Tra le sue interpretazioni, spesso scelte nel repertorio teatrale siciliano, si ricordano Ciascuno a suo modo (1962) diretto da Luigi Squarzina e I giganti della montagna (1966) con la regia di Giorgio Strehler da Pirandello, Mastro Don Gesualdo (1974) da Verga per la regia di Romano Bernardi, I Malavoglia da Verga e Il gattopardo da Tomasi di Lampedusa, entrambi diretti da Lamberto Puggelli nel 1996, Il sindaco del rione Sanità (1987) di De Filippo e Il visitatore (1996) di Schmitt per la regia di Antonio Calenda, I vicerè (1995) dall’omonimo romanzo di De Roberto, regia di Armando Pugliese e, negli allestimenti del figlio Guglielmo, Il malato immaginario (1990) di Molière, Servo di scena (1993) di Harwood, Il consiglio d’Egitto (1995) di Sciascia, La tempesta (1997) di Shakespeare. Nel 1995 gli fu assegnato il premio Simoni alla carriera.