| 3.
|
 |
Interpretazione del test |
L’esame viene considerato negativo per un numero di colonie inferiori a 10.000, dubbio per un numero di colonie compreso tra 10.000 e 100.000 e positivo per un numero di colonie superiore a 100.000. La positività dell’esame in genere porta il medico a prescrivere un trattamento antibiotico. L’identificazione del composto più efficace può avvenire mediante una procedura di laboratorio detta antibiogramma. Tra i batteri responsabili di infezioni urinarie, vi sono soprattutto specie Gram-negative della famiglia Enterobacteriaceae, come Escherichia coli, agente eziologico di circa il 75 % delle infezioni, Proteus, Klebsiella e, sia pure in minima percentuale, Pseudomonas ed Enterobacter. I Gram-positivi rivestono un ruolo di minore importanza; l’urinocoltura può tuttavia evidenziare la presenza di Staphylococcus saprophiticus e Staphylococcus aureus. Alcuni tipi di infezione delle vie urinarie non vengono identificati dall’urinocoltura, che ha esito negativo pur in presenza di chiari segni clinici di una condizione patologica in atto; ciò è tipico di infezioni trasmesse sessualmente, come quelle batteriche da Neisseria gonorrhoeae e Chlamydia trachomatis, o fungine da Candida albicans, capace di colonizzare le urine di soggetti diabetici o immunodepressi. In questi casi, l’accertamento dell’agente patogeno viene in genere effettuata mediante prelievo di uno striscio delle secrezioni delle vie urogenitali e indagine microscopica.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.