Diverticolosi
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Diverticolosi
3. Terapia

Se il paziente non accusa sintomi particolari, la diverticolosi non viene trattata in modo specifico; il medico in genere consiglia un maggiore apporto di fibre nell’alimentazione quotidiana, allo scopo di aumentare la massa fecale e di favorirne il transito nell’intestino. Sono sconsigliati i farmaci ad azione lassativa che, se utilizzati in modo continuo, potrebbero irritare la parete intestinale e contribuire all’insorgenza della diverticolite.

1. Trattamento della diverticolite

Nei casi meno gravi di diverticolite, il medico può prescrivere riposo a letto, una dieta liquida, l’assunzione di antibiotici per contrastare l’infezione e di analgesici per alleviare il dolore. La diverticolite, in genere, richiede il ricovero ospedaliero; in tal modo, le condizioni del paziente possono essere monitorate, ed eventuali complicazioni possono essere tempestivamente trattate. La maggior parte dei casi, comunque, non deve essere sottoposta a intervento chirurgico; questo si rende necessario per drenare ascessi derivanti dalla rottura di un diverticolo, e per asportare il tratto di colon affetto dai diverticoli, negli individui soggetti ad attacchi di diverticolite gravi e ripetuti.

1.1. Colostomia

L’asportazione chirurgica di un tratto di colon prevede il ricongiungimento delle due estremità sane. Talvolta, questa operazione è particolarmente complessa e deve essere eseguita in due interventi successivi. In tal caso, nel primo intervento il chirurgo collega il colon a un orifizio che pratica nella parete addominale e che temporaneamente assume la funzione di ano (colostomia); in seguito, richiude questa fistola artificiale e riunisce i tratti sani del colon, che può nuovamente svolgere la sua funzione. Generalmente, le due operazioni vengono eseguite a distanza di poche settimane; può essere richiesto un intervallo di qualche mese, se il paziente, dopo il primo intervento, deve seguire un trattamento antibiotico per superare l’infezione, o se risulta particolarmente debole.