| Trova nell'articolo | Trazione (medicina) | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Trazione (medicina) Tecnica terapeutica utilizzata in traumatologia, per la terapia dei traumi e delle fratture, e in ortopedia.
| 2. | Tecnica della trazione |
In traumatologia, la trazione che viene esercitata può essere diretta o indiretta. Per l’esecuzione di una trazione diretta, sull’estremità distale dell’osso fratturato viene applicato un filo metallico che, inserito in corrispondenza dell’estremità del gomito (nel punto detto olecrano, nel caso di fratture del braccio), o dell’epifisi del femore (nel caso di frattura del collo del femore) e nel calcagno (in caso di frattura della gamba), viene collegato tramite un archetto tensore ad alcuni pesi. La trazione indiretta è invece eseguita mediante l’applicazione di cerotti adesivi; questi vengono posizionati a livello dell’estremità dell’arto fratturato. Lo scopo della trazione eseguita con questa modalità è quello di permettere, grazie alla decontrattura muscolare, un riallineamento osseo, che risulti il più possibile simile alle originarie condizioni anatomiche.
In ortopedia, la trazione viene eseguita collegando pesi di diversa misura a mentoniere, busti pelvici o cavigliere
| 3. | Applicazione della trazione |
L’applicazione in traumatologia della trazione riguarda il trattamento delle fratture ossee che non possono essere ridotte manualmente.
In ortopedia, risulta utile nella terapia dell’artrosi, che colpisce sia la colonna vertebrale sia l’articolazione dell’anca (coxo-femorale); inoltre, può essere applicata nel caso di discopatie non complicate da deficit motori o nelle fasi riabilitative conseguenti a eventi traumatici o interventi chirurgici.
In ortopedia, la trazione è anche impiegata a scopo decontratturante e antalgico per il trattamento di cervicalgie, cervico-brachialgie, dorsalgie, lombalgie e sciatalgie (vedi Mal di schiena). Le trazioni della colonna vengono inoltre utilizzate con risultati soddisfacenti nel trattamento sintomatico delle fasi iniziali della spondilosi cervicale, caratterizzata da una compressione del midollo spinale conseguente ad un restringimento del canale vertebrale, e in alcuni casi nel trattamento conservativo dell’ernia del disco, nel corso del quale la depressione che si viene a creare può consentire una riduzione temporanea della protrusione erniaria. I pesi che vengono utilizzati durante questi trattamenti variano dai 2 kg per le trazioni della regione cervicale della colonna, ai 20 kg ed oltre per le trazioni della regione lombare.