Psicomotricità
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Psicomotricità
3. Lo schema corporeo

L’immagine corporea di se stesso non è propria del bambino alla nascita, ma si delinea attraverso un percorso che si protrae fino agli 11-12 anni. La percezione del proprio corpo è resa possibile dai propriocettori presenti in ogni regione corporea; i differenti segnali che questi inviano costantemente al sistema nervoso permettono al cervello di ricostruire una sorta di immagine tridimensionale e conoscere in ogni istante la posizione di ogni parte e la sua relazione con lo spazio circostante. Le vie nervose afferenti che vanno dai propriocettori al sistema nervoso centrale maturano fino agli 11 anni. L’educazione psicomotoria può dunque intervenire a migliorare la strutturazione dello schema corporeo: ciò avviene attraverso il controllo della respirazione, lo sviluppo dell’equilibrio e della lateralità, la comprensione dei rapporti spazio-tempo e percezione sensoriale-attività motoria, il controllo del tono muscolare e lo sviluppo della capacità di rilassamento, esercizi di coordinazione in movimento. L’attività motoria così intesa diventa una educazione alla scoperta delle potenzialità del proprio corpo; si distanzia dalle metodiche dell’addestramento motorio in cui attraverso la ripetizione di movimenti si intende potenziare il sistema muscolo-scheletrico e rendere automatici esercizi necessari a una specifica specialità sportiva.