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Ecstasy
1. Introduzione

Ecstasy Termine comune con cui si indica il composto sintetico 3,4-metilen-diossi-metamfetamina, o MDMA, derivato dalla metamfetamina. Tale molecola possiede struttura chimica simile a quella dell’anfetamina ma, rispetto a questa, è dotata di una più spiccata azione sul sistema nervoso centrale. In realtà, vi sono diversi composti simili alla MDMA, i quali costituiscono una famiglia di sostanze che possono essere indicate genericamente come “ecstasy”.

2. Meccanismo d’azione

A livello delle sinapsi nervose che utilizzano come neurotrasmettitore la serotonina, l’ecstasy può stimolare il rilascio di questo mediatore, e può inoltre bloccarne il riassorbimento a livello dello spazio intersinaptico. La serotonina è coinvolta nella regolazione dell’umore e nel meccanismo delle allucinazioni, aumentandone la produzione. L’effetto di questa droga è analogo a quello dell’adrenalina, della noradrenalina e della dopamina. Inoltre, l’ecstasy determina una diminuzione della produzione della dopamina.

3. Effetti dell’ecstasy

In seguito all’assunzione di ecstasy, dopo circa 20-60 minuti si manifestano tipicamente euforia, insonnia e senso di vigore fisico, seguiti dalla comparsa di vampate di calore e aumento della sudorazione; le vampate sono dovute a un effetto di aumento della temperatura corporea (ipertermia), che può raggiungere i 42 °C, cui si associa un incremento dei valori della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca. Questi effetti risultano particolarmente pericolosi per gli asmatici e i soggetti cardiopatici.

1. Effetti collaterali a breve termine

Tra gli effetti collaterali a breve termine, che cioè si manifestano rapidamente dopo l’assunzione del composto, si registrano cefalea, palpitazioni, aritmie cardiache, nausea, vomito e dolori addominali. A livello psichico, possono comparire affaticamento, ansia, irritabilità, depressione e confusione; in taluni casi, pensieri paranoici, delirio, allucinazioni e depersonalizzazione. Tali effetti comportano l’insorgenza di una dipendenza psicologica che spinge nuovamente al consumo.

2. Effetti collaterali a lungo termine

Con il passare del tempo, il consumo ripetuto di ecstasy provoca la comparsa di uno stato di psicosi associata a una condizione di depressione e turbe della memoria e dell’apprendimento; tale fenomeno è conseguente alla degenerazione dei neuroni dell’ippocampo, struttura nervosa situata sotto la corteccia cerebrale che fa parte del sistema limbico. Alte dosi di MDMA possono provocare infarto cerebrale. È inoltre stata segnalata, in alcuni soggetti, la comparsa dei sintomi tipici del morbo di Parkinson conseguente alla lesione dei neuroni che producono come neurotrasmettitore la dopamina (neuroni dei gangli della base). Occorre anche ricordare che, oltre agli effetti tipici e collaterali della molecola, il consumatore subisce anche gli effetti delle impurità contenute in alta percentuale nelle pasticche.

4. L’ecstasy come droga

L’ecstasy fu scoperta per la prima volta nel 1912 e brevettata nel 1914 da una industria farmaceutica tedesca, come farmaco ad effetto anoressizzante, cioè capace di limitare lo stimolo della fame e quindi destinata alla terapia delle forme gravi di obesità. A partire dal 1970, si iniziò a impiegarla in psicoterapia, allo scopo di favorire una certa disinibizione e, di conseguenza, una maggiore facilità a esporre le proprie emozioni. Tale pratica nel 1986 fu interrotta, perché fu riconosciuto che l’ecstasy provocava danni cerebrali.

Verso il 1985, soprattutto in Germania, Inghilterra e Austria cominciò a diffondersi l’uso dell’ecstasy come “droga ricreativa”, spesso indicata con nomi differenti, come “Adam”, “E” e “XTC”: secondo gli utilizzatori, era in grado di potenziare le capacità percettive, di rendere più rilassati, disinibiti e disponibili a nuove esperienze. Dagli anni Novanta, il consumo di questa droga si è esteso anche all’Italia, soprattutto nell’ambito di discoteche e rave-parties. Attualmente, vengono venduti illegalmente più di 150 tipi diversi di pasticche di ecstasy, ottenute modificando la molecola di feniletilammina e distinguibili dal consumatore per la presenza di colori e segni distintivi impressi su ciascun tipo; le pasticche sono indicate con nomi bizzarri come “Fish”, “Offman”, “Cilindretto”, “Colombina” e così via.