Ecstasy
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Ecstasy
4. L’ecstasy come droga

L’ecstasy fu scoperta per la prima volta nel 1912 e brevettata nel 1914 da una industria farmaceutica tedesca, come farmaco ad effetto anoressizzante, cioè capace di limitare lo stimolo della fame e quindi destinata alla terapia delle forme gravi di obesità. A partire dal 1970, si iniziò a impiegarla in psicoterapia, allo scopo di favorire una certa disinibizione e, di conseguenza, una maggiore facilità a esporre le proprie emozioni. Tale pratica nel 1986 fu interrotta, perché fu riconosciuto che l’ecstasy provocava danni cerebrali.

Verso il 1985, soprattutto in Germania, Inghilterra e Austria cominciò a diffondersi l’uso dell’ecstasy come “droga ricreativa”, spesso indicata con nomi differenti, come “Adam”, “E” e “XTC”: secondo gli utilizzatori, era in grado di potenziare le capacità percettive, di rendere più rilassati, disinibiti e disponibili a nuove esperienze. Dagli anni Novanta, il consumo di questa droga si è esteso anche all’Italia, soprattutto nell’ambito di discoteche e rave-parties. Attualmente, vengono venduti illegalmente più di 150 tipi diversi di pasticche di ecstasy, ottenute modificando la molecola di feniletilammina e distinguibili dal consumatore per la presenza di colori e segni distintivi impressi su ciascun tipo; le pasticche sono indicate con nomi bizzarri come “Fish”, “Offman”, “Cilindretto”, “Colombina” e così via.