Classico
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Classico
4. Il concetto di “classico” senza tempo

In senso estensivo si parla di “classici” in riferimento ad artisti e a opere che, per il loro valore stilistico e formale, siano assurti a punti di riferimento nell’ambito di un preciso contesto culturale. Classici, insomma, sono oggi per noi tutti quegli artisti e letterati che, esempi più alti della cultura e della civiltà del loro tempo, immaginiamo possano essere considerati “imprescindibili” dalla cultura e dalla civiltà d’ogni tempo.

Non è possibile fare un pur sommario elenco di “classici”, che risulterebbe del tutto arbitrario: ogni epoca infatti “sente” come tali non sempre gli stessi. Certo è però che nella cultura italiana, anche alla luce della loro massiccia presenza nei corsi di studio a indirizzo liceale, Omero, Cicerone e Virgilio sono oggi sentiti come i maggiori “classici” letterari del mondo antico, mentre Dante, Petrarca, Boccaccio e Manzoni, letti ormai da numerose generazioni di studenti, hanno assunto il ruolo di “classici” della nostra letteratura.

Passando all’ambito storico-artistico, il discorso si complica ulteriormente; e se Fidia ha assunto ormai da tempo il ruolo di artista greco “classico” per eccellenza, è difficile fare dei nomi per le successive fasi dell’arte italiana, anche se l’eredità di un artista come Michelangelo, per citarne solo uno a titolo esemplificativo, viene certamente sentita come universale.