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Introduzione |
Fillochinone o Vitamina K Vitamina liposolubile, il cui assorbimento viene veicolato dai lipidi. Con il termine generico di vitamina K, in realtà, si indica un gruppo di molecole differenti che, da un punto di vista chimico, si possono considerare dei naftochinoni, ovvero composti la cui struttura possiede un anello a 6 atomi di carbonio, cui sono legati due gruppi carbonilici C=O. Il fillochinone corrisponde alla vitamina K1; il menachinone alla vitamina K2 e il menadione alla K3.
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Funzione della vitamina K |
La vitamina K è coinvolta con il processo di coagulazione del sangue. Essa risulta fondamentale per la sintesi della protrombina, che avviene a livello del fegato; questa molecola, a sua volta, converte il fibrinogeno in fibrina e permette la formazione del coagulo. Alcuni fattori della coagulazione si attivano soltanto in presenza della vitamina K, e per questo motivo sono detti K-dipendenti: appartengono a questa categoria il fattore IX, o antiemofilico B; il fattore VII, o proconvertina; e il fattore X. Su questi composti esercitano la propria azione alcuni farmaci anticoagulanti, come il dicumarolo.
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Fonti alimentari e dose consigliata |
La vitamina K deve essere assunta dall’organismo umano attraverso l’alimentazione: ne sono particolarmente ricchi gli spinaci, i broccoli, gli asparagi e la lattuga; i semi di soia, il fegato di manzo e il tuorlo d’uovo. Una importante fonte di questa vitamina è anche, per l’uomo, la flora batterica che si trova nell’intestino tenue. La dose giornaliera raccomandata è di circa 4 mg, con riferimento a un individuo adulto di corporatura media. Trattamenti antibiotici o radioterapici possono interferire con l’utilizzazione della vitamina K. Dato che questa vitamina è liposolubile, essa non viene escreta attraverso l’apparato urinario, ma tende ad accumularsi nei tessuti; l’eccesso di questo composto può provocare fenomeni di coagulazione sanguigna e la formazione di trombi.
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