Protostomi
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Protostomi
3. Evoluzione dei protostomi

L’origine dei protostomi si colloca probabilmente alla base della linea evolutiva da cui si è distaccato il gruppo degli pseudocelomati; un organismo ancestrale, detto prototrocofora e simile all’attuale larva trocofora, avrebbe dato luogo a forme bentoniche, fisse o striscianti sui fondali di ambienti acquatici. Negli animali fissi, come i brachiopodi e i sipunculoidei, si sono affermate caratteristiche come la forma a U dell’intestino, la scomparsa della funzione locomotoria delle ciglia e la sua sostituzione con la funzione nutritiva per filtrazione. Pur trattandosi di organismi poco appariscenti e dall’organizzazione corporea piuttosto semplice, da questa linea sembrano derivare i primi deuterostomi. Nelle forme striscianti ha prevalso invece l’allungamento del corpo, in cui l’intestino assume una forma tubolare, e l’uso di ciglia ventrali per il movimento e la ricerca attiva del cibo. Da questa via si sono diversificati vari gruppi di protostomi, fino alla comparsa degli invertebrati più complessi, ovvero i molluschi e gli artropodi.